Categorie: Fotografia

Il fascino delle città industriali in declino nelle fotografie di Stephen Shore

di - 11 Maggio 2021

Nel 1977 il fotografo statunitense Stephen Shore, si recò nella rust belt, la cosiddetta “cintura di ruggine” che comprendeva varie città nello stato di New York, in Pennsylvania e nell’Ohio orientale. L’intento era quello di fotografare le fabbriche, i lavoratori e le loro famiglie. Queste fotografie hanno rivelato nel tempo la rilevanza politica di un progetto multiforme che documenta il fascino delle città industriali in declino. Paesaggi, ritratti, scene d’interni: dentro e fuori la vita comune dei lavoratori delle città americane dove l’acciaio diventa ruggine, per svelarne la bellezza.

27 ottobre 1977, Senior Citizens Club, James Murphy e Solomon Felder, Campbell, Ohio. © Stephen Shore/Mack

Il fotografo Stephen Shore

Stephen Shore e la fotografia si incontrano la prima volta quando lui, ancora bambino, ricevette in regalo una Kodak dallo zio. Da allora è nata una grande relazione, che ha fatto tesoro della lezione di Walker Evans e che ha portato il fotografo statunitense a confrontarsi con personalità come il direttore del MoMA di New York. Il fortunato incontro successivo: Andy Warhol. Un rapporto d’amicizia legava Stephen Shore al re della pop art, tra gli scatti e le chiacchierate nello spazio della Factory. Shore ebbe le giuste intuizioni e con le sue fotografie diventò nel 1971 il primo fotografo vivente a essere esposto al Met Museum di New York, con un’esposizione di scatti a colori.

27 ottobre 1977, Washington Street, Struthers, Ohio. © Stephen Shore/Mack

Le città industriali: il fascino del declino, la storia di una politica

Steel Town è la raccolta di foto che hanno immortalato il fascino del declino nelle città industriali americane sul finire degli anni ’70. Una serie di scatti che non raccontano solo immagini ma riflettono anche una situazione dettata dalla storia politica americana. I problemi cominciarono nelle città-fabbrica di Ohio, Pennsylvania e nello Stato di New York, da lì si estesero al livello nazionale. I “nuovi” democratici erano d’accordo coi repubblicani sul fatto che regolamentare troppo il lavoro portasse a un blocco della crescita economica. Così, iniziarono i licenziamenti: migliaia di persone perdevano il lavoro a Lackawanna, a Johnstown, a Conshohocken.

25 ottobre 1977, 649 Ridge Road, Lackawanna, New York. © Stephen Shore/Mack

Stephen Shore andava a visitare quei posti, incontrava i lavoratori che avevano appena perso il lavoro. Le fabbriche erano deserte, gli impianti fermi e le strade vuote. Le persone che prima erano impiegate nel settore industriali vivevano ormai in città dove l’acciaio diventava ruggine.

Stephen Shore: un occhio incline alla bellezza

Nella seconda metà del secolo scorso, l’approccio alla fotografia di Stephen Shore rompeva col passato e faceva di lui uno dei fotografi più importanti della sua generazione. Il motivo: l’uso pioneristico della fotografia a colori, per fermare la bellezza della semplicità nella vita americana di tutti i giorni. Lo spirito da viaggiatore, un occhio incline alla bellezza, capace di scovarla anche nei disegni di linee d’acciaio: non nel sensazionale ma nel normale, non nello straordinario ma nell’ordinario.

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10