Roma - Fontana di Trevi. Foto di Milan Radisic via SkylineWebcams
Il fotografo Milan Radisic, ha trascorso il lockdown nella sua residenza in Ungheria, costretto a una lunga pausa dopo aver visitato e fotografato oltre 250 località in tutta Europa. Per tenersi occupato, il fotografo ha avviato un progetto finalizzato alla pubblicazione di immagini di destinazioni turistiche italiane note per la loro popolosità, ora prive di gente. Non potendo spostarsi, Radisic ha scattato le sue foto da feed di webcam accessibili al pubblico e gestite da SkylineWebcams. Dopo averle convertiti in scala di grigi, ha pubblicato le foto sul suo profilo Behance e poi su Bored Panda, quindi hanno fatto il giro del mondo, comparendo anche su diverse testate italiane.
SkylineWebcams ha però accusato il fotografo aver utilizzato gli scatti senza la sua autorizzazione. In un’email indirizzata a Radisic e pubblicata da Artnet News, la SkylineWebcams ha esortato il fotografo a rimuovere il prima possibile i suoi scatti o a concedere in licenza le immagini per la somma di € 2.100. «Sono rimasto scioccato», ha dichiarato Radisic in una recente intervista, ricordando di aver già pagato per accedere alle immagini registrandosi al servizio premium dell’azienda per € 2,95 al mese.
Sottolineando le finalità no profit del progetto, l’artista ha chiesto a SkylineWebcams di riesaminare la questione, ricordando quanto fosse importate condividere con il mondo ciò che stava accadendo in Italia. Nonostante i ripetuti tentativi la SkylineWebcams si è dichiarata assolutamente contraria a qualsiasi richiesta da parte del fotografo, minacciando di agire per vie legali.
Dopo un’inziale rimozione delle foto operata da parte dello stesso artista, gli scatti sono ora nuovamente disponibili.
Radisic sta inoltre pianificando di trasformare le quaranta foto in un gigantesco collage. I proventi della vendita dell’opera saranno inoltre destinati a una raccolta fondi benefica per gli ospedali di Bergamo. Risulta davvero difficile da comprendere la posizione di SkylineWebcams, soprattutto in luce delle pubblicità che la compagnia ha ricevuto proprio dagli scatti del fotografo.
Vogliamo ricordare che in questo periodo anche il Mibact ha indetto un bando dedicato ai fotografi under 40, per la creazione di un archivio visivo incentrato prorpio sul lockdown italiano: per maggiori informazioni, clicca qui.
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Caso non nuovo: si accede alla webcam (e si paga) per vedere non per riprodurre le immagini. Il fotografo ha sottoscritto un contratto e ha violato. La prossima volta, leggere meglio.
Avv. Massimo Stefanutti
Diritto della fotografia e della proprietà intellettuale