Categorie: Fotografia

Il Real Albergo dei Poveri riapre le sue porte con Napoli Explosion di Mario Amura

di - 6 Febbraio 2026

Lo storico dell’arte Salvatore Settis scrive: «Durante la notte del passaggio al nuovo anno, la città di Napoli è popolata da migliaia, decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di persone che fanno esplodere o vedono esplodere questi fuochi di artificio e non sanno che stanno contribuendo a un’opera pittorica». Oltre 30 opere inedite popolano il Real Albergo dei Poveri di Napoli, che torna ad aprirsi alla città, anche se in forma ancora parziale e sperimentale. Succede con Napoli Explosion RAP, la mostra fotografica di Mario Amura curata da Sylvain Bellenger, visitabile fino all’8 marzo 2026, che segna un passaggio significativo nel lungo e complesso processo di rifunzionalizzazione di uno degli edifici più imponenti e simbolici del patrimonio monumentale napoletano.

Progettato nella seconda metà del Settecento da Ferdinando Fuga su volere di re Carlo di Borbone, il Real Albergo dei Poveri nasce come luogo di accoglienza e di assistenza per migliaia di persone, traducendo in forma costruita una precisa visione politica e sociale; nei secoli successivi, però, l’edificio ha conosciuto un destino frammentato, con lunghi periodi di abbandono e restauri intermittenti.

Negli ultimi anni, questo ritorno al centro del dibattito pubblico ha assunto una dimensione più concreta anche sul piano istituzionale. Nel 2023 il Real Albergo dei Poveri è stato infatti incluso in un piano di finanziamenti straordinari da oltre 100 milioni di euro, annunciato dal Ministero della Cultura come uno degli interventi strategici per il patrimonio monumentale del Mezzogiorno. Un percorso segnato da una complessità strutturale che rende impossibile una riapertura “totale” nel breve periodo ma che, proprio per questo, punta a attivazioni puntuali, sperimentali. In questo contesto si inserisce la Casa delle Tecnologie Emergenti Infiniti Mondi, pensata come hub dedicato alle industrie creative e culturali, alla sperimentazione digitale e alla contaminazione tra saperi. Napoli Explosion RAP rappresenta uno dei primi momenti di reale fruizione pubblica dei nuovi spazi espositivi.

Napoli Explosion Rap. Ph. Mario Amura

Il progetto di Mario Amura, che nasce da 15 anni di documentazione del Capodanno napoletano, mostra la città sempre dallo stesso punto di vista, il Monte Faito, di fronte al Vesuvio. Il Primo dell’anno diviene nei suoi scatti rito collettivo, frutto di uno strettissimo legame fra il Vesuvio e la città. Con luci e colori che catarticamente esplodono, si vuole quasi esorcizzare la forza del Vulcano con qualcosa di “controllabile” ma, allo stesso tempo, incontrollato, provando a restituire la complessità percettiva e culturale dei fenomeni luminosi che caratterizzano Napoli.

All’interno del Real Albergo dei Poveri, queste immagini entrano in risonanza con l’architettura monumentale e con la stratificazione storica del luogo: un tempo che viene cristallizzato nella sua interezza e nella sua durata, e fa sì che la sedimentazione assuma una valenza ulteriore, legata alla storia stessa dell’edificio e alla sua attuale condizione di cantiere culturale in divenire.

«Nell’anno in cui Neapolis celebra i suoi 2.500 anni, ho immaginato un’esposizione capace di provocare la nostra idea di tempo, il modo in cui lo percepiamo», ha raccontato l’artista. «Ho immerso le opere in un rosso incandescente proveniente dalle grandi finestre dell’Albergo dei Poveri, come se Napoli fosse stata catapultata su una stella dell’alba cosmica. È lo stesso rosso della camera magmatica, dove il vulcano forgia la materia e i suoi colori. È il rosso della camera oscura, il luogo in cui il fotografo prova a fissare un istante. Questa mostra nasce dal dialogo tra tempi diversi: il tempo della civiltà napoletana, il tempo geologico del Vesuvio e il tempo infinitesimale dello scatto».

Napoli Explosion Rap. Ph. Mario Amura

Accanto alle opere fotografiche, la mostra presenta reportage, pittura, scienza e poesia, insieme all’esperienza immersiva NYA – Now Your Art, che invita il pubblico a condividere il punto di vista dell’artista e a generare immagini proprie a partire dai fasci luminosi dei fuochi.

«Napoli Explosion rivela come la fotografia possa trasformare un fenomeno collettivo in una meditazione visiva sulla luce e sulla percezione», afferma Bellenger. «Le immagini di Amura uniscono intuizione artistica, sensibilità individuale e rigore analitico, restituendo la vitalità luminosa di Napoli. È un lavoro poetico dell’immagine che interroga la nostra capacità di vedere e il modo in cui la città stessa genera forme, sublimazione, emozioni e conoscenza».

Le trentatré opere esposte nelle sale dialogano inoltre con citazioni di Erri De Luca e Salvatore Settis. Fra «Arte astratta e nuovo figurativismo», usando le parole di quest’ultimo, questa esposizione intreccia la rilettura poetica di una pratica collettiva alla riattivazione di un luogo che può farsi scrigno della vita culturale cittadina, intersezione tra patrimonio storico e pratiche contemporanee. «Si vede qui dispiegarsi, come per naturale effetto dello sguardo, la viva potenzialità narrativa dell’arte più astratta, la metamorfosi del figurale in ornamento (e viceversa)».

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