Categorie: Fotografia Mostre

Ritratti dell’ultima Cina: fotografie di Andrea Cavazzuti al MAO di Torino

di - 23 Settembre 2022

Un uomo che osserva il panorama da una collina, indossando il zhulì, l’iconico copricapo di bambù. Un manifesto del centenario della morte di Karl Marx sotto una schiera di luccicanti biciclette. Un teatro in disuso, ma che sfoggia al centro del timpano una vigorosa stella rossa. Sono alcuni temi della mostra fotografica “稍息 Riposo! Cina 1981-84”, di Andrea Cavazzuti, filmmaker e fotografo in Cina da 40 anni, appena inaugurata al MAO – Museo d’Arte Orientale.

Beijing, 1981

A cura di Davide Quadrio e Stefania Stafutti, oltre 70 immagini in bianco e nero, scattate fra il 1981 e il 1984 ed esposte in occasione dell’attivazione, il 4 ottobre, del “Corso di formazione di Cultura Materiale dell’Asia”, nato dalla collaborazione tra il MAO e StudiUm, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino. Ma qual è il senso di presentare un corso di culture materiali attraverso immagini di un mondo scomparso ormai da 30 anni? Sembra un paradosso ma c’è un pensiero sottile, sostenuto da una visione, quella di Cavezzuti, lungimirante e performativa.

Chengdu, 1982

La Cina allora come “paradiso della fotografia”, senza privacy, bazar di oggetti e di fenotipi, dove c’era la libertà di «Spintonarsi, di entrare in casa degli altri, accendere un fuoco, fumare, sputare, fare rumore, costruire una casa, piazzare un cavalletto in mezzo alla strada». Tutto era in mostra, tutto era palcoscenico, ma soprattutto tutto aveva ancora un peso, una forma, una materia, appunto.

Qingdao, 1981

L’ultimo luogo della modernità in cui era ancora possibile ritrarre oggetti reali, in cui qualcosa si muoveva realmente e che non entrava solo in “camera!”. Qualcosa che in Occidente abbiamo perduto da oltre un secolo. Dalla svolta linguistica alle Avanguardie fino alla Pop Art che ha industrializzato e reso advertising ogni visione e immaginazione.

Suzhou, 1983

I volti di Cavezzuti sono fatti di carne, di terreno, di acqua, ci sono statue di leoni in pietra, di Confucio, di un soldato in armatura, di bar gremiti di persone immerse solo in parole suoni e sapori. Qualcosa che poi si è rotto anche lì e proprio in quegli anni. «Oggi le immagini hanno sostituito la realtà, non rappresentano più nulla ma decidono la percezione del mondo», ricorda il fotografo.

Shanghai, 1982

Quella ritratta da Cavezzuti è forse l’ultima Cina plasmata di orgoglio e semplicità, di spontaneità e bellezza. Poi sono arrivate le megalopoli di primo livello, i grattaceli, i boulevard, i centri commerciali, le donne e gli uomini perfetti nelle loro pose urbane. Perché la Cina non sta scomparendo, vuole scomparire. Mentre noi abbiamo l’ansia di salvare, catalogare, definire e ricordare, il vento della Cina è diverso, implacabile verso qualcosa di desiderato e costruito con fierezza e decisione.

Xiamen, 1983

Ma cosa succederà, poi, a fine corsa? Cosa rimarrà? Macerie? Ricordi sbiaditi? Forse è questo il dono che Cavezzuti ha fatto a noi e, un giorno, a tanti cinesi. A coloro che avranno bisogno di guardarsi indietro, di ricordare a tutti cosa era o cosa poteva ancora essere. E allora sarà inevitabilmente 怀旧, huáijiù. Nostalgia.

Nanjing, 1981
Henan, 1983
Hangzhou, 1983
Nanjing, 1981
Nanjing, 1982

Articoli recenti

  • Mostre

Sodoma, un pittore in viaggio: dalla bottega di Spanzotti alla Roma del ‘500

La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino presenta la mostra "Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento", in programma…

10 Aprile 2026 0:02
  • Mostre

Schifano e Tirelli a Palazzo delle Esposizioni di Roma: due mostre, due tempi della pittura

Oltre cento opere ricostruiscono il percorso di Mario Schifano in una mostra dal taglio lineare. A seguire, una retrospettiva su…

9 Aprile 2026 19:40
  • Attualità

Il caso del documentario su Regeni ci parla del rapporto tra politica e cultura

Il caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni apre degli interrogativi sul rapporto tra politica e cultura nella…

9 Aprile 2026 18:32
  • Mostre

La ricerca di Ignazio Gadaleta si addentra nell’anima della pittura

L’antologica al Museo Diocesano di Molfetta ripercorre l’intero percorso dell’artista, che indaga il dato pittorico come atto esperienziale e meditativo,…

9 Aprile 2026 18:30
  • Progetti e iniziative

La malinconia per Popsophia 2026: ad Ancona, un viaggio tra filosofia, cinema e musica

Il festival Popsophia torna ad Ancona, dall’8 al 10 maggio, con un programma che esplora la malinconia contemporanea, tra cinema,…

9 Aprile 2026 16:34
  • Danza

La tragedia greca diventa una danza di parole: le Fenicie di Michela Lucenti

Michela Lucenti rilegge le Fenicie di Euripide attraverso una danza di parole, voci e corpi: un racconto corale e attualissimo…

9 Aprile 2026 12:39