© Michel Haddi - Gwyneth Paltrow, Vanity Fair USA, Venice Beach, 1990 - Courtesy of 29 ARTS IN PROGRESS gallery
Gwyneth Paltrow a Venice Beach nel 1990, Debbie Harry per British Vogue, ancora anni ’90. Oppure una più recente Linda Evangelista al party Vanity Fair del 2010. E poi Liza Minnelli, David Bowie, Cameron Diaz, Jennifer Lopez, Angelina Jolie, Naomi Campbell, Kate Moss, Stephanie Seymour, Yasmin Le Bon. Volti, corpi, personalità e storie raccontati e resi immortali – oltre che celeberrimi – dalle immagini di Michel Haddi, leggendario fotografo la cui quarantennale opera è sintetizzata in Beyond Fashion, mostra visitabile alla galleria 29 Arts In Progress di Milano fino al 22 dicembre 2023, quando l’esposizione chiuderà per riaprire, con un’altra selezione di fotografie, dal 16 gennaio al 16 marzo 2024. Nomen omen: Haddi, letteralmente, nella lingua semitica significa “colui che vede”. E il fotografo di origini franco algerine è riuscito nel suo compito, catturando nell’obiettivo i lati più autentici dei soggetti ritratti, con sincerità, profondità ma anche ironia.
Nato nel 1956 a Parigi da un soldato francese che non ha mai conosciuto e da madre musulmana algerina, Michel Haddi ha avuto un’infanzia turbolenta, spostandosi tra famiglie affidatarie fino all’età di sei anni, per finire all’orfanotrofio delle Suore di Saint Vincent de Paul a Parigi. Durante questo periodo, la madre gli portò delle copie di Vogue che lo affascinarono per tutta l’infanzia.
In seguito, stuzzicato da uno scatto di Helmut Newton, Haddi capì di voler diventare un fotografo, mentre lavorava in un famoso ristorante dove ebbe modo di incontrare vari personaggi del mondo della moda. Nel 1970, dopo un viaggio che lo portò attraverso l’Arabia Saudita, Michel iniziò ad assistere diversi fotografi. Andò quindi a Londra e lì incontrò il suo mentore, Victor Herbert, che lo avviò al successo.
Nel 1980 Haddi aprì il suo primo studio e iniziò a collaborare con riviste come American GQ, Jardin des Modes e British Vogue. Nel 1981, Vogue Hommes commissionò ad Haddi un servizio fotografico di dieci pagine, che lo avrebbe portato in Italia, dove nel 1985 conobbe Franca Sozzani, direttrice della rivista Lei e di Vogue Italia (lo sarebbe stata fino al 2016), che chiese ad Haddi di unirsi alla sua squadra. Iniziarono quindi le collaborazioni con GQ, The Sunday Times, Tatler, British Vogue e dal 1989 in poi si spostò tra New York, Los Angeles, Parigi, Londra e Milano, riconosciuto ormai tra i fotografi di moda più influenti al mondo. Haddi vive attualmente a Londra dove gestisce anche una casa editrice, MHS Publishing, che pubblica i propri libri.
Da Galileo Chini a Murakami, le tre giornate di vendita della maison fiorentina hanno chiuso con un totale di €…
Ekrani i Artit è il festival che porta in Albania il cinema sperimentale, la videoarte e la cultura visiva contemporanea:…
Da Piero Manzoni a Maurizio Cattelan, passando per più di 130 artisti: al MAXXI di Roma Tragicomica racconta ottant'anni di…
"I don’t see any nouns, I see only verbs", in programma fino al 6 giugno a Bolzano, nell'ambito ddel festival…
Alla Primavera dei Teatri di Castrovillari con il volume "Affogo" e l’anteprima dello spettacolo "Rigetto", Dino Lopardo ci racconta la…
Yeast Photo Festival apre la Open Call for Curators 2026: candidature entro il 7 giugno per due progetti espositivi tra…