Quand’è che la misura è colma ? Pensateci. Quando se ne hanno le scatole piene? O quando si ha la pancia gonfia dopo dodici fette di strudel? O magari quando si è snervati dalla noia di dover fare tutti i giorni le stesse cose? Mille sono le risposte che si possono dare, con mille sfumature differenti che possono oscillare tra la sententia filosofica e lo scocciato, tra l’ronico e l’arrabbiato. A seconda dello stato d’animo, della nostra disponibilità o della nostra stanchezza. Ha fatto proprio questa domanda Fabiola Faidiga. L’ha fatta a persone incontrate per la strada, ricercandone la collaborazione, o per email ad amici e conoscenti. Raccolte con cura, le risposte sono diventate protagoniste di un’inedita performance svoltasi a Trieste la scorsa estate.
I canottieri del locale circolo cittadino hanno occupato il canale di Ponterosso, cordone ombelicale che lega il mare alla terraferma del capoluogo giuliano, fino a saturarne lo specchio d’acqua, a colmarne la misura. Qui, ciascuno sulla propria barca, hanno gridato le risposte raccolte dalla Faidiga, prima singolarmente e poi insieme, fino ad arrivare al più spinto parossismo. Ma la performance (testimoniata in galleria dalle fotografie di Mario Cipollini) è stata il prodromo di una installazione sonora che nei giorni successivi ha visto la collocazione, lungo tutto il corso del canale, di altoparlanti che hanno diffuso le risposte raccolte in sette lingue diverse, a testimonianza del particolarissimo milieu triestino, votato a mari e terre lontane.
Dimostrando una vocazione alla complessità che passa necessariamente attraverso numerose collaborazioni, la Faidiga -dopo essersi avvalsa del sound designer Francesco Morosini per l’installazione lungo il canale- realizza con Luca Gabrielli un video di circa 8 minuti, costruito sul contrappunto tra parlato (ovviamente le risposte alla vexata quaestio), e immagini, che spaziano senza alcuna logica narrativa scandendo il ritmo delle voci. Arrivato ad una babelica confusione di voci e idiomi, solo il silenzio scoglie la tensione del climax, mentre le immagini, più lente e meno disordinate, fluiscono lente come lo sciabordio del mare.
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Due parole con Fabiola Faidiga
Il sito del giovane videoartista Gabrielli
daniele capra
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