Ha una sviluppata coscienza di classe, fa sempre il suo lavoro ma con sguardo tanto lucido quanto disincantato, non andrà mai in pensione. È Cipputi, l’antieroe operaio creato dalla penna ispirata di Altan, al secolo Francesco Tullio-Altan, e a lui è dedicata la mostra in esposizione alla Fondazione MAST di Bologna, prorogata al 30 settembre 2023. Curata da Cosimo Torlo in collaborazione con Altan e con il supporto di Solares Fondazione delle Arti, “Animo, Cipputi!” racconta 50 anni di lavoro in Italia, le sue trasformazioni, le sue speranze e le sue storture, rappresentate attraverso disegni dal gusto dolceamaro.
«Raccontare una storia gloriosa: è questo l’intento della mostra», ha spiegato il curatore Cosimo Torlo. «L’idea di dedicare una mostra al personaggio Cipputi nasce dal bisogno di ricordare chi siamo stati, chi siamo e dove vorremmo andare. Oggi il lavoro è uno dei temi sempre meno centrali nel dibattito politico, sociale, culturale il che è incredibile perché senza lavoro non c’è futuro».
Il percorso è scandito per decenni, dagli anni Settanta alla prima decade del nuovo millennio, attraverso 227 opere, di cui 201 originali e 26 stampe digitali. Le opere, che si riferiscono a diverse tra le serie più conosciute e impegnate di Altan, in cui compaiono gli altri personaggi mitici, come gli anziani e le donne, sono affiancate a pannelli che raccontano gli eventi salienti di ogni decennio: contratti nazionali, vertenze fondamentali, clima politico, eventi internazionali, conquiste sociali supportate dalle parole d’ordine di quegli anni per mostrare il volto reale di Cipputi, della cui silhouette verranno esposte quattro grandi sagome, con le quali dialogherà simbolicamente un modellino del Monumento all’operaio di Pietro Perotti e Altan.
Il percorso espositivo propone inoltre il documentario Mi chiamo Altan e faccio vignette di Stefano Consiglio, in cui l’autore di Cipputi – oltre che della Pimpa, altra icona amatissima dal grande pubblico – racconta la nascita e l’evoluzione del suo personaggio.
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