Tante, tantissime le voci levatesi per omaggiare un tratto di costa che ha sempre saputo toccare le corde di un soffuso lirismo, in attesa di venire eternata dal passaggio della pittura, della poesia o della fotografia.
Fu solo nell’Ottocento, però, che il tragitto tra Nizza e Genova si trasformò in un punto di riferimento fondamentale per coloro che intendevano seguire i percorsi tradizionalmente meno noti del Grand Tour.
Non bisogna dimenticare, però, che questa gradevolezza ambientale era accompagnata da estreme difficoltà nell’affrontare un cammino di continui saliscendi, strapiombi e sentieri strettissimi, a cui pose rimedio Napoleone
Ecco, quindi, che La Route de Gênes venne apprezzata per i suoi tratti sicuri, complessivamente carrozzabile e pronta ad offrirsi alla scoperta di uno spectacle indescriptible, di una terra accogliente e gentile, incline a lasciarsi ammirare da miniaturisti, da semplici turisti o pittori professionisti.
Nacque così una suggestiva produzione di vedute a stampa, la cui resa poetica venne affidata ai toni di un bianco e nero solo raramente acquerellato, com’è possibile osservare nell’interessante e dettagliata selezione presente in questa mostra.
In esposizione le immagini di Albenga e Bordighera di Jean-Jacques Champin (Sceaux,1796-Paris, 1860), abile a cogliere quegli aspetti emozionali e documentari atti ad esprimere contemporaneamente
Infine gli scenari, pericolosamente travolti dal passaggio della modernità, di Nicolas Chapuy (Paris, 1790-Paris, 1818), e l’imponente monumento romano denominato La Turbie, eretto al tempo di Augusto per celebrare la definitiva conquista delle Alpi, e che Ferdinand Perrot (Paimboeuf, 1808-Paris, 1841) volle immortalare come impressionante testimonianza di un’antichità coinvolta nel fluido mutevole ed ininterrotto della vita. Cogliendone il sublime in termini di semplice e domestica quotidianità.
elena granuzzo
mostra visitata il 26 gennaio 2003
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