Strana associazione quella messa a punto al Castello di Lerici tra Ardengo Soffici e i dinosauri. L’antica fortezza divenuta ostello negli anni ’70 del Novecento fu in seguito restaurata e adibita a mostre temporanee (Arte precolombiana, Picasso, De Chirico, etc.) finché divenne sede di un Museo Geopaleontologico nato sulle orme di alcuni dinosauri ritrovati, secondo quanto affermano i curatori, lungo la costa prospicente il Castello. Esaurito l’effetto curiosità suscitato dall’insediamento delle creature mostruose riprodotte in scala reale, il Castello ha ripreso la sua vocazione culturale dando il via la scorsa estate a un nuovo ciclo di mostre inaugurato con la discussa rassegna sulla Nuova Oggettività. Per la serie “Le arti nel Castello” è dunque la volta di Ardengo Soffici. L’antologica lericina propone una rivalutazione dell’aspetto plastico dell’opera dello scultore che fu uno dei primi intellettuali italiani a vivere a Parigi. Vicino a Medardo Rosso, nella ville lumière, Soffici è ritratto anche nell’ultimo studio che gli ha dedicato Mario Richter (“La formazione francese di Ardengo Soffici 1900-1914”, Pentalinea, Prato 2000, £. 30.000).
Antifutirista dalle colonne de “La Voce”, futurista per “Lacerba”, Soffici nel primo dopoguerra sostenne il cosiddetto ritorno all’ordine, partecipò a Valori Plastici e, in seguito a Novecento Come scrittore aderì ancora a “Strapaese” e a “La Ronda”. L’attività scultorea è ben documentata nell’esposizione lericina con una serie di piccoli gessi, corredati dai relativi bozzetti e dai disegni preparatori: spiccano sia la qualità del modellato che l’impossibilità di percepirne appieno gli effetti dovuta a un allestimento quantomeno improvvisato.
Raffaella Fontanarossa
Fino al 22 novembre 2026, la prima personale italiana dell’artista ghanese Amoako Boafo dialoga con la storia di Venezia. E…
Scompare Julio Le Parc, maestro dell’arte cinetica e della ricerca percettiva. Una carriera lunga oltre settant’anni tra sperimentazione, politica e…
Alla Cittadellarte Fondazione Pistoletto di Biella l'arte non è un oggetto da contemplare, ma un processo da abitare. E da…
Visibile fino al 2 agosto, il progetto di SUPERFLEX, There Are Other Fish In The Sea, è promosso e organizzato…
Una mostra-processo curata da Giorgio Verzotti, tra cime navali recuperate e pratiche condivise con la comunità. Intervista ad artista e…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Visualizza commenti
Era il migliore, un tuttologo grandioso.