Benché molto giovane (è nato a Genova nel 1975), Alessandro Lupiha già un percorso artistico consolidato, che lo ha portato ad esporre in sedi ed occasioni come il “Vdor Break 21. 4° International Festival of Young Independent Artist” di Lubiana, il Museo Nelimarkka di Alajarvi in Finlandia, la Kunsthaus Tacheles a Berlino e la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo a Roma nel 1999.
Un percorso coerente fin dagli inizi, sia stilisticamente che per la scelta del mezzo espressivo: la luce. Luce sottratta o aggiunta, naturale o artificiale, luce come strumento di realtà o come dato generatore di illusioni e fantasmi. Luce come strumento
E con veri momenti di genialità, come l’invenzione di una tecnica tutta sua, che crea forme tridimensionali nello spazio – che non sono assolutamente ologrammi, anche se potrebbero sembrarlo. Colonne di fili a prima vista inerti che si animano illuminate dalla luce di Wood in figure magiche, spesso accompagnate da suoni realizzati e composti in collaborazione con Danilo Rolle. Figure che compaiono dal nulla, fantasmi concreti, paradossalmente dotati di veri volumi, composti di vera materia, che pure nascono dalla luce.
È difficile descrivere i lavori di Alessandro Lupi, soprattutto le “densità fluorescenti”, senza indulgere in uno stupore infantile, nella meraviglia per l’incantesimo di queste forme irreali. Ma è importante sottolineare la loro valenza concettuale, la solida teoria alla base di questo lavoro piacevolmente, sontuosamente scenografico. Che Lupi sviluppa anche in un ciclo di lezioni-laboratorio in programma all’Accademia Ligustica, “La luce nell’arte contemporanea”.
Ombre in movimento, silhouette umane che compaiono e scompaiono. Ombre registrate, come si scopre nell’inevitabile gesto d’indagare dietro il paravento, per andare a scoprire chi c’è. E non c’è nessuno. Invece, quando passa davvero uno spettatore, le ombre proiettate si interrompono fulminee, per lasciare posto alle ombre vere. Un artificio divertente, che rende gli spettatori involontari protagonisti.
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