Davvero poetiche le sculture e installazioni recenti, le “Suggestioni” che Vittoria Gualco propone nella sua personale genovese. Una poesia sottile, piena di sfumature e calore, estremamente femminile.
E sempre un legame costante con il quotidiano e la propria esperienza di donna, come artista e in famiglia, che si esprime con delicatezza e brio. Come nella scultura di paraffina Solaria: una grande, candida ala spiegata, intagliata con attrezzi da cucina come in un ironico esercizio zen. Le fa da contrappunto il calco in bronzo, due ali gemelle a
Le ali sono un simbolo ricorrente nel lavoro dell’artista: sono protagoniste provvisorie eppure violentemente presenti anche nell’opera Angelo di Paul Klee . Due maschere africane accostate, appese al muro tra ali tracciate con nitidi, prepotenti tratti di matita: ad ogni esposizione l’opera cambia, trasformata dall’effimera istintività del tratto, dalla scelta se dare forma ad un angelo buono o cattivo.
Ali come simbolo di viaggio, inteso come realtà spaziale e temporale – molte delle opere sono infatti ispirate o composte da oggetti trovati in giro per il mondo – ma soprattutto come dimensione spirituale.
Angela Madesani, autrice del testo critico che accompagna la mostra, precisa che
Come nell’installazione “Sotto l’albero di ciliegio non ci sono stranieri”, ispirata all’antico proverbio giapponese che le dà il titolo: la fotografia di un albero di ciliegio e una ciotola piena di semi compongono un insieme forte, profondamente evocativo.
A sottolineare il messaggio di speranza e coesione del titolo, i visitatori sono invitati a raccogliere dalla ciotola piccole manciate di semi, da portare via. Potranno piantare i loro alberi di ciliegio, contribuire a creare nuovi mondi possibili di comunicazione e quiete. Tramandare.
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