Categorie: Giro del mondo

Diario di una Biennale al Cairo/2

di - 7 Dicembre 2018
28 ottobre
La mattina successiva, un succo di guava per colazione e il tour delle venues.
La prima location piace, fa pensare alla concretizzazione del concetto di Eden sulla Terra, con il suo affaccio ad arco su un carrubo e tre finestre alte in stile Art Nouveau da cui entra la luce del sole d’oro d’Egitto.
La seconda venue è nel palazzo attiguo; l’impressione – non approfondita – è che sia stato un ufficio governativo, con porte di legno massiccio intarsiato. In buona misura tutte le stanze sono state occupate da un’altra curatrice, Power, e declino lo spazio per forza maggiore.
Il terzo spazio a Dowtown, una vecchia bottega – bar, è intriso di un fascino che penetra l’immaginario comune dell’Egitto e del Medio Oriente.
Un po’ troppo umido, pericolante e abbandonato tuttavia, per le opere del mio show. Le grandi perplessità pratiche, riportano la mia scelta sulla prima venue: 27 Hoda Shaarawy street, floor 3.  (FOTO)
All’ora di pranzo, il Felfela restaurat è un must col suo profumo speziato di mentuccia e di carne alla brace e non tardo a fare i conti con la differenza fra il menù scritto e la pietanza: servono uno, due, tre ordini per accompagnare l’agnello profumato con soddisfazione alla bocca.
Quando ci si muove dal centro città verso il Darb, nella Cairo coopta, il passaggio dalla confusione ad un’oasi di pace e calore è immediato. In quella zona così povera le auto sono rare, le strade ancora brulle e gli asini ristorano gli orecchi dal rumore del clacson. Il Darb è un centro d’arte e artigianato, perché aprendo questo centro culturale Moataz ha favorito l’arrivo di molte botteghe: ceramica, falegnameria, tipografia…creando un connubio perfetto fra artisti e fabbri.
Botteghe di Ceramiche dentro al Darb
Nelle richieste che faccio, mi appare subito chiaro la capacità volitiva di adattare i materiali a nuovi usi e esigenze. E così, meravigliosamente, quattro chiodi d’acciaio risplendono del colore del bronzo.
Nella lounge dell’hotel Winsdor, la sera, provo un caffè turco. Le note di cardamomo e quelle francesi, trasmesse dall’impianto stereo dell’hotel, favoriscono la concertazione e rivelano il gusto nostalgico dell’hotel. Soggiorno in un hotel coloniale, sede durante la prima guerra mondiale del British Officers Club, i suoi interni sono un’ode immutata ai giorni del viaggio coloniale britannico. Tavoli e sedili di legno massiccio a forma di botte e tessuti di rosso broccato. Uno dei due proprietari, con la moglie, è seduto a capotavola, nel tavolo di fronte al mio, con la mano disposta a pugno alla bocca fa il verso a “Tout les garcons et les filles”. La mezzanotte è scesa e il tempo si è immancabilmente disteso.
Lounge notturna
Elena Giulia Abbiatici
Continua…
Something Else – Off Biennale Cairo
(Chief Curator: Simon Njami; Direzione artistica: Moataz Nasr)
“Polyptoton / πολύπτωτον”, a cura di Elena Giulia Abbiatici
Fino al 15 Dicembre 2018
Sede: Darb1718, Cairo. Artisti: Brodbeck & De Barbaut, Sara Enrico, Ryts Monet, Mariagrazia Pontorno, Marta Roberti, Serj, Emilio Vavarella
In partnership con l’Istituto Italiano di Cultura, Cairo.
Grazie per la cooperazione a Galleria Doris Ghetta, Ortisei; Galleria Passaggi Arte Contemporanea, Pisa; Galleria Operativa Arte Contemporanea, Roma; GALLLERIAPIÙ, Bologna

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