Categorie: Il fatto

Il caso Bagnoli. E Nastasi

di - 25 Settembre 2015
Che Salvatore Nastasi sia figura di potere non lo sappiamo di certo da oggi, e la sua nomina a Commissario Straordinario per Bagnoli (area di Napoli che aspetta di essere bonificata dal 1998) doveva solamente essere ufficializzata.
Ma, come prevedibile, di fronte a questa nuova posizione non solo si è scatenata l’ira dei cittadini, che si sono sentiti “investiti” di un’imposizione senza appello da parte dello Stato, ma in prima linea anche dal Sindaco della città partenopea, Luigi De Magistris, che  ha subito parlato di una nomina voluta da Renzi per mettere a punto un altro “centro di potere”, violando la Costituzione.
Il vice segretario generale di Palazzo Chigi, ex commissario straordinario per il Teatro San Carlo, già Direttore generale con l’incarico di responsabile degli spettacoli dal vivo al Mibact, ex capo di gabinetto di vari Ministri, tra cui Sandro Bondi, e con nelle mani la gestione di un Fus (Fondo Unico dello Spettacolo) che solo nel 2013 era poco meno di 400 milioni di euro ha, insomma, trovato una nuova casa.
Ma mentre De Magistris si appella alla sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la tesi del Comune, ovvero che ad inquinare Bagnoli sono stati la Fintecna e la Cementir, e dovrebbero essere loro a riparare i danni – posizione che appoggia anche Legambiente, per il Presidente della Campania Vincenzo De Luca non è più tempo di perdere tempo. Per cui va bene Nastasi.
È un po’ come la storia dei direttori dei musei: bravi o no, preparati o meno, manager o sognatori, bisognava dare un segno per dimostrare che l’Italia cambia anche in questo punto.
Ma il Commissario, in questo caso, non sarebbe dovuto essere scelto dalle autorità cittadine? Perché il Premier avrebbe nominato Nastasi senza chiedere nulla a nessuno? E Nastasi, cosa potrebbe fare da solo a Bagnoli se non guidato dalle istituzioni locali? Eppure il “sabotatore”, stando alle idee di Confcommercio e Partito Democratico, sarebbe proprio De Magistris, colpevole di buttare benzina sul fuoco quando la situazione è diventata insostenibile: Nastasi o un altro l’importante è che si proceda con la bonifica. Più riflessivi i CinqueStelle: «Nastasi non ha nessuna esperienza nel settore bonifiche e sulla sua figura permangono ombre», ha detto la capogruppo del Movimento, Valeria Ciarambino. E allora come mai il superpotente dei Beni Culturali finisce qui? (MB)

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