Categorie: Il fatto

L’arte di insabbiare

di - 11 Settembre 2015
Un collezionista sgangherato, ma con una sana e vera passione per l’arte? Ipotesi piuttosto improbabile. Non fosse altro perché chi possiede Warhol, Pollock, un Picasso e due Keith Haring forse continuerebbe sulla stessa lunghezza d’onda. O forse no? Forse Mister Massimo Carminati, leader di “Mafia Capitale”, amava davvero i romani Umberto Mastroianni e Luigi Montanarini, scultori di non solida fama, presenti nella sua “raccolta”. Ma non è questo il punto.
Il punto è che questa collezione non si è trovata, ma è costituita solamente attraverso documenti manoscritti che attestano vari passaggi di proprietà delle opere, rinvenuti già al momento dell’arresto di Carminati nella casa dei suoceri (ma della cui esistenza gli inquirenti hanno taciuto fino a poche ore fa). Dove erano custodite queste carte? In un armadietto metallico che stazionava sul balcone della cucina: uno di quegli oggetti dimenticati che, a lungo termine, nemmeno fungono da sgabuzzino. Forse, altra ipotesi, i manoscritti del boss erano tenuti proprio in quello strano luogo per prolungarne il prezioso oblio. Perché, ed è questo il punto fondamentale, chissà che cosa nasconde – ancora una volta – l’arte. Che sia riciclo di denaro, che siano estorsioni, che sia ricettazione ancora non si sa. Si sa, però, che non c’è e non vi sarà traccia di “tracciabilità”. Impossibile e ingenuo pensare che quei documenti possano avere la funzione di “fatture”, e altrettanto impossibile pensare che non ci sia di mezzo nessun’altro, a questo affare d’arte.
Chi ha venduto, se vendita c’è stata? Dove? Per quanto? E con quali documenti? Pagando tasse? Probabilmente con una buona indagine tutto verrebbe alla luce. Quello che invece continua ad essere sommerso, e praticabile soprattutto, è la funzione dell’arte come copertura di altri affari, come ottima maschera per altre economie criminali. Che hanno gioco facile in un sistema dove mancano leggi, attenzioni e controlli, e dominano le perfette condizioni per “l’affare”. Che non è certo quello che si fa al supermercato. (MB)

Articoli recenti

  • Personaggi

Parola a Davide Vanin: come 21Art conquista Montecarlo e Jesolo

Con le mostre di Jan Fabre e Mario Ceroli, 21Art sbarca a Montecarlo e apre a Jesolo. In quest'intervista, il…

5 Giugno 2026 23:30
  • Progetti e iniziative

Eredità sovietica, biennali e spazi indipendenti: come la Lituania sta costruendo la sua presenza culturale in Europa

Con Laura Gabrielaitytė-Kazulėnienė, Addetta Culturale della Lituania in Italia, parliamo di diplomazia culturale, nuove generazioni artistiche e del progetto che…

5 Giugno 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Archivissima 2026: l’Archivio Generali apre le porte del grattacielo rosso di Trieste

L’Archivio Storico Generali aderisce ad Archivissima 2026 con visite guidate agli edifici iconici di Trieste e l'apertura straordinaria di Palazzo…

5 Giugno 2026 16:30
  • Mercato

Pace Gallery taglia 50 artisti e 50 dipendenti: è la fine delle mega-gallerie?

Pace Gallery taglia un terzo del suo roster di artisti e licenzia 50 dipendenti: è questo il bilancio del piano…

5 Giugno 2026 15:05
  • Progetti e iniziative

Dal Mediterraneo alla Palestina: il video d’artista protagonista al Madre

L'ombra dell'albero: al museo Madre di Napoli torna la rassegna di video d'artista, questa volta con una selezione di opere…

5 Giugno 2026 14:30
  • Arte contemporanea

L’artista Kader Attia sarà il curatore della Kochi-Muziris Biennale 2027

Kader Attia è stato nominato curatore della Kochi-Muziris Biennale 2027: il profilo dell’artista franco-algerino e una breve storia della principale…

5 Giugno 2026 12:32