"Artificial Skin for Mobile Devices" (2019) by Marc Teyssier. Photo: Marc Teyssier, courtesy ArkDes
âWeird Sensations feels goodâ: lâArkDes â Swedenâs National Centre for Architecture and Design di Stoccolma presenta la prima mostra in un museo con opere della cultura ASMR: lavori audiovisivi, oggetti di design e app invitano il pubblico in un percorso concepito come una âcomfort zoneâ totale.
Lo chiamano orgasmo cerebrale: è lâormai celebre lâASMR (Autonomous Sensory Meridian Response), in realtĂ una sensazione di formicolio accompagnata da uno stato di benessere e rilassamento mentale, provocato da uno stimolo esterno di natura sensoriale â visiva, uditiva o tattile (lâesempio piĂš classico, una voce che sussurra lentamente allâorecchio).
Diventato in pochi anni un fenomeno planetario, lâASMR si è innestato e diffuso rapidamente nel web, incanalandosi in una vasta gamma di espressioni â dai tutorial per creare, guardare e âascoltareâ lo slime (per chi non avesse figli minori: una pasta morbida ricavata dal Guar, gomma vegetale), allâuniverso sconfinato di YouTuber che giornalmente danno appuntamento a milioni di follower per sedute online di eccitazione ASMR a bassa intensitĂ . Dopo aver âconquistatoâ i media, compresi quelli eccellenti â BBC in primis â e il mondo della pubblicitĂ (il video di IKEA sul letto Oddly ha piĂš di due milioni e mezzo di visualizzazioni), lâASMR varca ora, per la prima volta, le soglie di un museo.
Il titolo della mostra âWeird Sensations feels goodâ si riferisce alla prima discussione online su questa sensazione nel 2007, successivamente coniata come âASMRâ da Jennifer Allen nel 2010. Il progetto, ospitato presso ArkDes â centro per lâarchitettura e il design di Stoccolma â è inevitabilmente trasversale e presenta una serie di opere della cultura ASMR globale di trenta âASMRtistsâ: lavori audiovisivi in primis â come ad esempio il primo video sussurrato pubblicato su YouTube dallâASMRtist WhisperingLife â ma anche oggetti di design, tra cui lâunico prototipo di Artificial Skin per dispositivi mobili di Marc Teyssier. Non mancano le opere del famoso pittore e conduttore televisivo Bob Ross (1942-1995), considerato un precursore del fenomeno ASMR con i suoi video The Joy of Painting trasmessi su PBS.
Spiega il curatore, James Taylor-Foster âSfruttando le stesse tecnologie che cerca di sovvertire â lâiper-connettivitĂ e Internet, lo schermo e le piattaforme di streaming â lâASMR ritaglia una nicchia di gentilezza, cura, empatia e nuove forme di ospitalitĂ onlineâ. E continua: âLa mostra utilizza lâASMR come un veicolo per comprendere lâevoluzione dellâintimitĂ digitale e le strutture emergenti del sentimento collettivo.â IntimitĂ digitale versus distanza sociale: lâASMR sembra racchiudere la quintessenza di questo nostro tempo, oggi piĂš che mai fatto di solitudini forzate e collettive causa quarantene da Covid.
Ma nelle intenzioni, la mostra proporrebbe uno spostamento del fenomeno dalla solitudine degli schermi individuali allo spazio pubblico. Un principio che si traduce anche nellâallestimento, concepito in collaborazione con ETER Architects come un lungo cuscino a metĂ tra letto e panchina pubblica. Lâobiettivo è sovvertire le logiche della classica visita museale e trasformare il percorso in unâesperienza di morbida âcomfort zoneâ.
A detta del curatore gli ASMRst stanno âcostruendo un movimento culturale che trascende la lingua e la cultura a favore dei sentimenti corporeiâ: è inevitabile pensare che unâarte con ASMR abbia il gioco facile, se non sporco. Lâaspetto sensoriale, per quanto ammaliante, non rischia di rimanere un medium fine a se stesso, che ci fa restare accoccolati una volta di piĂš nella nostra comfort zone abituale, se non torpore, mentale e fisico?
Un assunto ben diverso da come il corpo e gli stimoli sensoriali siano stati esplorati e utilizzati nellâarte. Il âManifesto del tattilismoâ di Marinetti ha quasi un secolo, mentre solo a voler âpescareâ nellâampia categoria âPerformanceâ, il Tap e Touch Cinema di VALIE EXPORT (1960), partendo da tuttâaltre premesse, la sapeva lunga su come utilizzare le sensazioni legate al tatto per trascinarci proprio al di fuori da ogni comfort zone possibile.
LâArkDes è attualmente chiuso a causa dellâemergenza Covid; il vernissage della mostra (prorogata fino al primo novembre) si è svolto perciò online il 7 aprile sulla piattaforma e-flux (da cui è nato il primo video che trovate allâinizio di questa pagina) ed era stato annunciato come esperienza da fare ognuno davanti al proprio device, cuffie alla mano, anzi alle orecchie. Sono inoltre in programma visite curatoriali online, ma anche diverse possibilitĂ di partecipazione virtuale da parte del pubblico, come lâarchivio anonimo Archive of Feelings e un filtro Instagram disegnato da Irene Stracuzzi e PostNew.
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