Da Quodlibet, esce il libro Dizionario Lucio Fontana, a cura di Luca Pietro Nicoletti in collaborazione con l’omonima Fondazione dedicata all’artista. Un volume di 736 pagine, composto da oltre 300 voci redatte da più di 60 studiosi di diverse generazioni e prospettive. Non sono saggi esclusivamente critici, non riguardano solo le sue opere più significative, le sue riflessioni concettuali, le ricerche tecniche. Sono anche stralci della sua vita, luoghi amati, incontri con altri artisti, collezionisti, amici che aiutano a comprendere la sua parabola creativa ma anche lo spessore umano della sua personalità.
Cosa ha spinto Lucio Fontana a prendere un taglierino e sfregiare una tela intonsa, tagliandola di traverso? Dietro a questo suo iconico gesto c’è una idea rivoluzionaria. Un diverso modo di intendere lo spazio che va oltre la pittura, la scultura, finendo nella performance.
Lo dice bene Luca Massimo Barbero, in uno dei saggi contenuti nel libro: quello di cui si deve tenere conto nel gesto di Lucio Fontana, prima dell’opera in sé, è «L’immenso valore concettuale dell’idea». Ma si può parlare di Fontana solo individuando la sua rivoluzionaria idea di spazio? No. Perché nello spazio ci sono altre componenti, ad esempio la luce e la sua valorizzazione. E lui anche su questi aspetti ha lavorato molto.
Pensiamo solo alle linee sinuose delle sue ceramiche che dilatano movimenti e riflessi. Tanto che l’occhio si fa tatto e viceversa. Perché a Lucio piaceva giocare, sperimentare con l’arte, oltrepassando steccati tra tecniche, generi e stili diversi, per scoprire, anche di nascosto, guardando attraverso i buchi, le fessure di una realtà sempre dinamica, immaginaria, fatta di attese e di sorprese.
E il libro, al di là della sua suddivisione in lemmi in ordine alfabetico, che potrebbe anche farlo apparire come un mero manuale di consultazione, offre altresì al lettore la libertà di scegliere il percorso di lettura che desidera, spostandosi da una definizione all’altra a seconda dei propri interessi e delle associazioni di idee che esse richiamano, come i libro-game delle storie a bivi.
Una esplorazione affascinante che la struttura aperta del volume consente, favorendo lo spirito di curiosità di ogni Lettore e quindi un approccio del tutto personale all’artista.
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