Molto interessante il contesto storico in cui è centrato il Romanticismo, altresì affascinante il saggio in questione che ne illustra brillantemente le caratterizzazioni in funzione dell’artista, e della sua provenienza. A partire dalle teorie sul sublime ad opera di Burke, di Pseudo Longino, dei più sofisticati Kant, Shelling Shiller ed Hegel, per arrivare a quella proposta da Shopenhauer si determina la valenza del “sublime” e la sua applicazione alle opere di diversi artisti come Delacroix, Turner, Goya e Friedrich. La comprensione del “sublime” sembra fungere da perno per la completa comprensione del movimento artistico nascente, che per quanto eterogeneo nelle sue espressioni (a volte naturalistico, altre storico, poi ancora simbolico o ancora, mistico) si riconduce ogni volta a questo “sentire nuovo” cui l’uomo europeo sembra soggiogarsi. La suddivisone dei capitoli effettuata da De Paz si esprime nell’analisi dei cambiamenti stilistici avvenuti nei diversi paesi; ecco allora: la natura e la mistica posposte da Otto Runge e Friedrich (per la Germania); il mito ed il reale di Gericault, Delacroix e Girodet-Troison (per la Francia); l’immaginario, il sogno ed il sentimento dei vari precursori Fussly e Blake, e dei più inseriti Constable, Turner e Shelley (per l’Inghilterra); una parentesi italiana; e in ultima analisi la pre-modernità di Goya ( per la Spagna). Alfredo De Paz combina il profilo storico con il rinnovamento stilistico e l’affermarsi di nuove filosofie attraverso le opere dei protagonisti europei spiegando con efficacia i capolavori di questi maestri. Il saggio segue un metodo, una specifica linea di condotta cui attenersi per sviluppare un’adeguata critica al movimento trattato e grazie all’ausilio delle numerose tavole si riesce ad “inquadrare” le diverse tipologie di romanticismo che via via si incontrano con il mutare delle ragioni storiche. Non mancano di certo i riferimenti alle implicazioni che le altre arti dedicano alla causa romantica, sia in ambito letterario quindi, che musicale. “Il Romanticismo e la Pittura” assolve a strumento di conoscenza ed approfondimento di un’epoca assai vivace e apparentemente diseguale quale è stato l’ottocento, ma funge (e forse in maniera ancora più decisa) da esempio per una metodologia della critica applicata ad un “ismo”. Consiglio questo testo a chiunque abbia un interesse verso il romanticismo, e a colui che voglia approfondire (ed osservare) le modalità di stesura di un saggio critico.
Alfredo De Paz è dal 1976 titolare dell’insegnamento di Metodologia della critica d’arte all’Università di Bologna. Ha scritto numerosi saggi sull’arte dell’ottocento e del novecento. Dirige la collana “Storia dell’Arte e della Critica d’arte” per la casa editrice Liguori.
Kranix
Il MIC - Ministero della Cultura istituisce il Premio Olivetti per l’accessibilità culturale, candidature aperte fino al 15 settembre 2026…
Da Kader Attia a Nicole Coson, una passeggiata tra gli spazi pubblici, i negozi e i luoghi storici ripensati dal…
Oggi Venezia celebra i quindici anni di Art Night, la notte bianca della cultura che accende la città con un…
Nella Sala del Parnaso della Galleria d'Arte Moderna, l'artista costruisce un ambiente attraversabile di luce, calendari e forme circolari che…
Pasquale Di Fazio porta in mostra alla Simon Bart Gallery di Bologna un ciclo inedito di dipinti in cui il…
Fino al 31 luglio 2026, 21Art Treviso ospita “L'ultima Utopia. Ceneri e germogli, cronache dal Presente” di Mario Ceroli, a…