Categorie: Libri ed editoria

libri_fotografia | Lo specchio della memoria | (bruno mondadori 2009)

di - 21 Dicembre 2009
È un personaggio quasi mitico Ando Gilardi. Ha fondato la
Fototeca storica nazionale e ha scritto libri sempre accattivanti nei titoli e
puntuali nei contenuti: da Wanted!, dedicato alla fotografia criminale, alla Storia
sociale della fotografia
e alla
Storia della fotografia pornografica (tutti editi o riediti da Bruno Mondadori).
Se finora aveva sondato con coraggio i “margini” della
critica fotografica, con questo Lo specchio della memoria. Fotografia spontanea
dalla Shoah a YouTube

Gilardi si avventura in una terra non tanto inesplorata quanto inesplorabile.
Con la convinzione che l’indicibile può esser mostrato nella maniera più
indicale possibile, e in tal modo presentare i fatti, nudi e crudi, senza commenti
e senza timore d’incorrere nella vexata quæstio dell’obiettività dell’obiettivo.
Potrebbe sembrare ingenuo, e superficiale: è mai possibile
che un soggetto riesca a scavalcare d’un balzo tutta la riflessione su verità e
rappresentazione? Ebbene sì. Se in molti casi esiste un limite al quale ci si
avvicina soltanto, senza poterlo mai tangere, lo sterminio industrializzato del popolo ebraico progettato e
iniziato dai nazisti quel limite l’ha infranto.
Vi sono eventi, pochi, pochissimi, che causano non solo e
non tanto rotture epistemologiche – da qui in poi nulla sarà più come prima,
s’è detto per esempio dell’11 settembre 2001 – ma autentiche sospensioni
del/nel corso della storia umana.

Ciò non significa che siano d’ordine
metafisico; che non sia possibile riflettere su quanto è avvenuto. Il discorso
è un altro: essi rappresentano nodi da affrontare con strumenti totalmente
particolari. E può capitare, come in questo caso, che l’immagine, l’abusata
immagine, la campionessa e l’icona della società dello spettacolo, che
l’immagine torni a essere ciò che forse era qualche secolo fa. Qualcosa che
incute un timore reverenziale assolutamente non razionalizzabile. Qualcosa che
attraversa come un dardo ogni genere di resistenza, per colpire al cuore dell’evidenza.
Attenzione: non si tratta d’irrazionalità né di miracolo; si tratta d’un altro
piano di funzionamento del cervello, al di là di ragioni strumentali e ciniche.
Perciò non si può rimproverare a Gilardi d’aver scritto un
libro disorganico, non-lineare, con rimandi e riferimenti che s’incrociano, e
citazioni che tornano due, tre volte, e didascalie che sono più lunghe del
testo che illustrano. E prefazioni scritte quarant’anni prima del libro, e
appendici scritte altri venti, venticinque anni prima.
Tutto ciò non significa, lo ripetiamo, che sia impossibile
capire, e impedire che succeda di nuovo. Ma è un passo che viene dopo, dopo una
decantazione che non si può negare a chi s’imbatte, magari per la prima volta,
nella “soluzione finale”. E lo dimostrano le interviste che corredano il
volume.

Alzare o non alzare la macchina fotografica perché la
verità si specchi in essa, indiscutibilmente, è una scelta morale
”, scriveva Gilardi nel 1968. È
stata la scelta di coloro i quali – come il non meglio identificato Alex,
insieme a Wilhelm Brasse, Mendel Grosman, Henryk Ross, Gianfranco Ucelli, Roman
Vishniac – temevano che mai si sarebbe creduto a quant’era avvenuto, se non ci
fossero state le immagini. E lascia di stucco che la stessa logica obversa e
perversa sia alla base di quegli scatti, tanti, realizzati da chi lo sterminio
lo stava praticando.

articoli correlati
Gilardi
è il furto

marco enrico giacomelli

*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 61. Te l’eri perso? Abbonati!


Ando
Gilardi – Lo specchio della memoria
Bruno Mondadori, Milano 2009
Pagg. 136, €17
ISBN 9788861592551
Info:
la scheda
dell’editore

[exibart]


Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Una riunione di persone straordinarie: il Padiglione Qatar ai Giardini è un inno all’ospitalità

Il Qatar debutta alla Biennale d’Arte di Venezia con "untitled 2026 (a gathering of remarkable people)": un padiglione progettato da…

7 Maggio 2026 23:21
  • Arte contemporanea

Biennale di Venezia 2026: 9 Padiglioni da non perdere all’Arsenale

Alla Biennale Arte 2026, i padiglioni dell’Arsenale attraversano memoria, rito, corpo e appartenenza trasformando lo spazio espositivo in una partitura…

7 Maggio 2026 22:53
  • Arte contemporanea

Il Max Mara Art Prize va a Dian Suci, con un progetto tra spiritualità e artigianato

Dian Suci vince il Max Mara Art Prize for Women con un progetto che indaga la dimensione spirituale dell'artigianato: l'artista…

7 Maggio 2026 18:30
  • Danza

La danza di Olympiade: il corpo in scena che si fa memoria viva

In Olympiade, messo in scena dal Ballet de l’Opéra Grand Avignon a Verona e ad Ancona, il movimento sportivo si…

7 Maggio 2026 17:31
  • Mostre

Con te con tutto. Il Padiglione Italia di Chiara Camoni

Una chiamata a raduno, un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l’incontro e la condivisione…

7 Maggio 2026 17:00
  • Mercato

Fede Galizia, Pieter de Hooch, Domenico Fetti: ecco i vecchi maestri di Lempertz

A Colonia, la casa d’aste tedesca mette in vendita gli Old Masters. Sguardo in anteprima al catalogo, in attesa del…

7 Maggio 2026 16:02