Categorie: Libri ed editoria

libri_saggi | Play 2.0 | (rizzoli 2005)

di - 5 Giugno 2006

L’uomo, si sa, è un animale in grado di adattarsi agli ecosistemi più diversi. Qualche decina d’anni fa uno è stato visto addirittura saltellare sulla superficie della Luna. Non c’è da stupirsi, allora, se negli ultimi anni un numero crescente di persone si è stabilito più o meno stabilmente nei mondi virtuali online: anche perché se il loro nome collettivo (Mmorpg) sembra lasciarci ben poche speranze di sopravvivenza, i loro nomi individuali (Dark Age of Camelot, Ultima Online, World of Worldcraft) sembrano promettere un’esistenza piena di avventure, adrenalina, esseri misteriosi e tutte quelle cose che la nostra beneamata civiltà si è persa per strada e che danno sapore alla vita. Certo, ogni tanto ci scappa qualche vittima: come Tistronco, l’amico di Niccolò Ammaniti rinchiuso in un ospedale psichiatrico, o come il cinese che ha ucciso un compagno di gioco per vendicarsi del furto di una durlindana virtuale.
Jaime D’Alessandro, invece, si è salvato. E come penitenza per le 1.400 ore trascorse nelle foreste di Dark Age of Camelot, ha deciso di scrivere questo libro. Una penitenza, sia chiaro, per l’autore, non certo per il lettore: dato che per quest’ultimo Play 2.0 si presenta senz’altro come un’esperienza piacevole e proficua. Giornalista, ma anche narratore e curatore –è stato lui a realizzare, con Play: il mondo dei videogiochi, la prima mostra europea sui giochi elettronici– D’Alessandro è riuscito nell’impresa di conciliare in un unico libro la ricostruzione puntigliosa dello storico, la capacità analitica di un semiologo e l’abilità narrativa del romanziere, scrivendo un libro che non annoia mai, ma che nel contempo riesce a proporsi come utile strumento di studio per chi sia interessato al videogioco come medium e coacervo di narrazioni, più che strumento narrativo.

Da qui la sua inclusione nella collana Holden Maps, una serie di saggi che sono altrettante mappe dei territori della narrazione, progettata dalla Scuola Holden di Torino: una inclusione che è anche la dimostrazione dell’importanza che i videogame stanno assumendo per gli scrittori, così come per l’arte contemporanea in genere, in quanto creatori di immaginario ma anche strumenti per fare arte.
Il punto d’arrivo di D’Alessandro sono, appunto, i giochi di ruolo di massa online, considerati come il punto d’incontro di una tradizione ludica che fino a questo momento era corsa su due binari paralleli: quella del gioco elettronico, nata con Computer Space di Noland Bushnell (1971), e quella dei giochi di ruolo, il cui progenitore è Dungeons & Dragons (1974). Ma D’Alessandro trova l’occasione per parlare di nerd e otaku, degli hacker e della nascita delle telecomunicazioni, di guerre stellari e problematiche identitarie, dello Sputnik e dell’uso dei videogame come strumento di propaganda. Niente male come penitenza…

articoli correlati
Play: il mondo dei videogiochi
Cory Arcangel: Mario the Movie
Molleindustria gioca duro

domenico quaranta


Jaime D’Alessandro – Play 2.0. Storie e personaggi nell’era dei videogame online
Introduzione di Niccolò Ammaniti, Rizzoli, Milano 2005
ISBN 88-17-00629-7, pp. 248, € 13
Info: corso Dante, 118 – 10126 Torino; tel. +39 0116632812; info@scuolaholden.itwww.scuolaholden.it/holdenmaps


la rubrica libri è diretta da marco enrico giacomelli

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

A Modena Gate26A ospita le opere di Aleksandr Nuss dove la materia si erode e la luce rivela

Nei 19 metri quadrati dello spazio modenese Aleksandr Nuss propone un'indagine ontologica sulla percezione: l'immagine perde la sua funzione descrittiva…

26 Aprile 2026 21:59
  • Arte contemporanea

Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus. Giuseppe Chiari alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta

L'arte è facile, diceva Chiari. E la Galleria Susanna Orlando ne abbraccia la filosofia: cinquant'anni di attività celebrati con una…

26 Aprile 2026 21:26
  • Mercato

A Hong Kong, Christie’s mette all’asta la calligrafia

Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…

26 Aprile 2026 19:13
  • Cinema

«Fellini dirigeva immobile mentre tutto oscillava». Intervista al grande scenografo Dante Ferretti

83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…

26 Aprile 2026 14:00
  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30