Categorie: Libri ed editoria

libri_strumenti | Urban Interventions | (gestalten 2010)

di - 19 Aprile 2010

Oltre la metà della popolazione del pianeta abita le città. Il tessuto
urbanistico, il diverso design ambientale e le intricate implicazioni
amministrative sono solo alcune delle restrizioni sociopolitiche che fanno
emergere grandi potenziali e opportunità creative d’avanguardia. Urban
Interventions: Personal Projects in Public Places
si presenta come un diagramma senza schemi, un
manuale efficace, una sorta di guida sovra-territoriale che traccia la temperatura
e i possibili percorsi tematici sullo stato dell’estetica di strada.
Il volume, senza imporre al lettore pretese esaustive, si concentra su
macro-dettagli formali e compositivi, ricercando con dovizia eziologica e
analitica alcune pratiche compositive inventate da coloro che, a cielo aperto,
scolpiscono, disegnano, dipingono, colorano, fotografano, attivano performance
e rischiano la loro fedina penale per trasformare la fissità dei codici
civili/stradali in linguaggi di natura. Sintassi urbane caratterizzate dal
valore artistico della visibilità e dall’impatto dell’interazione con un vasto
pubblico.
Sebbene la grafica non risulti essere sempre coerente rispetto alla
una gabbia di partenza, è da elogiare la ricchezza documentale delle
installazioni (non semplici da reperire) e la concisione dei testi pubblicati
in calce. I due saggi di Lukas Feireiss e Alan Bieber, infatti, senza perdersi
in lunghe elucubrazioni, concedono meno spazio a citazioni, discorsi e
concetti, a favore delle sezioni fotografiche. Ritratti dell’immediatezza
carichi di espedienti poetici e soluzioni artistiche en plein air. Da ricordare anche la scelta di accostamenti
contenutistici e di rivelazioni formali, due elementi che, ben orchestrati e
perfettamente in linea con la tesi di questa ricerca, raccordano in maniera
compatta le sei sezioni del libro (Urban Canvas, Localized, Attachments, Public
privacy
, Advertised e Natural ways).

In Urban Interventions
non viene indicato un vero e proprio percorso evolutivo, come prova del
passaggio tra i segni dei graffiti e le operazioni di Street Art. Gli
interventi urbani pubblicati possono qui tornare a essere attorniati da una
sorta di aura: indicazione di un loro possibile avvenire sperimentale.
Sfogliando le veloci pagine di questo libro, infatti, non è difficile intuire
l’avvento di una nuova generazione di autori e di progetti artistici. Gli
artisti citati, infatti, utilizzano – con diverse quantità – componenti che rifanno
il volto a paesaggi urbani e
rurali. I loro interventi spaziali, più o meno temporanei, portano l’arte
vicino a chiunque.
Il loro pregio (spesso illegale) consiste nell’abilità di trasformare
strade, palazzi, costruzioni, muri e strade in veri e propri laboratori. In
immense gallerie pubbliche: spazi per l’arte che intersecano le modalità di
approccio museale e le opportunità delle istituzioni private. Modificando
segnali stradali, fermate degli autobus, intonaci screpolati e alberi
abbandonati, gli artisti raccolti in Urban Interventions sfidano il lettore a riscoprire dettagli
inesplorati di ambienti con i quali quotidianamente si vive e si interagisce in
modo superficiale.

Senza promuovere critiche dirette nei confronti degli abbandoni
cittadini, le foto del libro possono diventare un commentario critico che
mostra come arginare il degrado e il mal-utilizzo (spesso commerciale) degli
spazi pubblici. Le foto stampate in queste pagine sono documenti dell’effimero
(non registri di deturpazioni), sono materiali che imprimono un marchio
profondo nel linguaggio visivo contemporaneo. Discorso che inevitabilmente
gioca e si connette con le complessità scenografiche dell’arte,
dell’architettura, della performance e delle installazioni “più tradizionali”.
Tra New York, Londra, la Cina, la Turchia e la Colombia (anche se non
l’Italia) il libro raccoglie un album intimo di esperienze pubbliche fatte di
colori, di fili, di vernici, di luci, di lamiere, di messaggi, di calcinacci,
di miniature e di fumi, alla ricerca di quello che la città non racconta mai,
mai con abbastanza poesia.

articoli correlati
I
giovani artisti secondo Gestalten
Dalla
strada alla galleria: The Don Gallery di Milano
Mike
Giant da Antonio Colombo

ginevra bria

la rubrica libri è
diretta da marco enrico giacomelli


Robert Klanten & Matthias Hübner (a cura di), Urban
Interventions. Personal Projects in Public Places
Gestalten, Berlino 2010
Pagg. 288, € € 44
ISBN 9783899552911
Info: www.gestalten.com

[exibart]


Articoli recenti

  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30
  • Mostre

Materia, colore e fotografia in dialogo allo Spazio Merlo di Roma

Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…

10 Febbraio 2026 10:30
  • Bandi e concorsi

Una residenza digitale sull’isola di San Giorgio Maggiore: aperte le candidature

Aperte le candidature per la terza edizione di DAIR - Digital Artist in Residence, il programma di residenza promosso dal…

10 Febbraio 2026 9:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Carmela Rizzuti

I temi ricorrenti nella mia ricerca sono la bellezza e il significato nascosto nella quotidianità

10 Febbraio 2026 8:53
  • Mostre

In una mostra a Bologna, la pittura trasforma il tessuto in alfabeto visivo

Fino al 15 febbraio 2026, eXtraBO a Bologna ospita “Corpo Tessuto 01” di Simone Miccichè: un progetto in cui la…

10 Febbraio 2026 0:02