Finalmente disponibile per il lettore italiano uno strumento di conoscenza per accostare la singolare personalità creativa di M. K. Ciurlionis, musicista e pittore lituano (1875-1911) e addentrarsi nel suo mistero, grazie al sapiente lavoro di Luca Quattrocchi per le Sfere, raffinata e stimolante collana di Pendragon Edizioni, Bologna. Il mistero concerne le origini della pittura non-figurativa e la magica correlazione tra musica e pittura. Formatosi come musicista, Ciurlionis nelle sue numerose composizioni per pianoforte rivela l’insofferenza nei confronti dei modelli musicali tradizionali. La sua energia creativa si rivolge allora alla pittura, fino a sostituire del tutto l’attività compositiva. “Musica cromatica”, “pittura musicale”, la stessa ansia sintetica che caratterizza la musica coeva di Skrjabin. Visionarie e simboliche, le sue cosmogonie epifaniche, cicli scanditi dai movimenti musicali, sfioreranno esiti non-figurativi e astratti. La pazzia sconvolgerà gli ultimi anni della brevissima esistenza. Preludio – come i preludi di Chopin o Debussy – definisce la delicata collocazione di autonomia e profezia che costituisce l’opera di Ciurlionis nei confronti delle più mature elaborazioni astratte di Kupka e Kandinsky. Della querelle sull’attribuzione del primato e sulle origini dell’arte astratta, dà una puntuale ricostruzione l’introduzione di Enrico Crispolti.
Il volume presenta anche un’antologia degli scritti di Ciurlionis – struggenti le lettere d’amore per la moglie Sofija, poetessa simbolista impegnata per la causa lituana – e in prima traduzione italiana il bellissimo saggio Ciurlionis e il problema della sintesi delle arti (1914) di V. Ivà nov. Il filosofo e poeta russo, che a lungo visse e morì in Italia, ci introduce nel mistero Ciurlionis, “veggente di un mondo invisibile ma insieme spia perspicace del visibile”. La musica è il “metodo” che permette alla pittura di compiere l’astrazione simbolica e nel mondo visibile alludere a ulteriori dimensioni. Non è tanto ricerca d’artificiose corrispondenze tra suoni e colori; l’unità di musica e pittura non è risultato ma punto di partenza, segreto della creazione. Sintesi non in artibus, ma inter artes: sintesi che non abolisca nell’identico le diversità , ma che nasca dalle diversità stesse. Inter artes potrebbe essere lo slogan anarchico degli artisti contemporanei della Net-Art, che grazie al digitale e al multimediale possono realizzare il sogno sinestetico di Ciurlionis. Ma Ivà nov mette in guardia da semplicistici tentativi di sintesi: la follia della cometa Ciurlionis non è solo un episodio biografico ma necessità artistica e segno dei tempi, nel tentativo di infrangere le barriere tra le arti.
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Letters to Sofija:
in preparazione un film sulla vita del compositore e pittore lituano, Letters to Sofija, per la regia dell'inglese Bob Mullan. Quando ne so di piĂą ve lo comunico. Lavinia
articolo molto ben fatto, per i contenuti e il lo stile espositivo. richiamo l'attenzione dei navigatori su quanto mi ha piĂą colpito del pezzo, intuizione creatrice:
"..struggenti le lettere d'amore per la moglie Sofija, poetessa simbolista impegnata per la causa lituana - e in prima traduzione italiana il bellissimo saggio Ciurlionis e il problema della sintesi delle arti (1914) di V. Ivà nov. Il filosofo e poeta russo, che a lungo visse e morì in Italia, ci introduce nel mistero Ciurlionis, "veggente di un mondo invisibile ma insieme spia perspicace del visibile".
La musica è il "metodo" che permette alla pittura di compiere l'astrazione simbolica e nel mondo visibile alludere a ulteriori dimensioni. Non è tanto ricerca d'artificiose corrispondenze tra suoni e colori; l'unità di musica e pittura non è risultato ma punto di partenza, segreto della creazione.."
grazie