Categorie: Libri ed editoria

Reading room

di - 1 Settembre 2014
“Imagine”
Non poteva iniziare diversamente una pubblicazione con un tale titolo: An Alien Odyssey to Creative Freedom: Towards a Theory of Artistic Research; from the Abstract Maybe to the Concrete Real.  Brendan Michal Heshka (Winnipeg, Canada 1979) accoglie così il lettore invitandolo a camminare con il solo strumento dell’immaginazione. Saranno le voci in alternanza a guidarlo e a soccorrerlo: un curatore, di fatto Il curatore, una donna esperta di white cubes e valida PR, perfettamente inserita nel mondo del lavoro; un alieno con uno sguardo apparentemente naïve, da antropologo in missione sul pianeta terra nel tentativo di comprendere l’arte e uno psicanalista che tenta, senza essere familiare alle pratiche artistiche, di dirimere il pensiero dei due mettendo in luce i meccanismi più sordidi di tale sistema, minandone le fondamenta. Altri personaggi ci soccorrono di quando in quando, solo nei momenti più opportuni per chiarire, o meglio confondere, finalmente le idee. Si spiega così il Maybe del titolo, in cui il canadese annuncia la natura sperimentale del suo procedere, per via di riflessioni e formulazioni di ipotesi, nessuna certezza assunta, neppure quelle dei grandi predecessori. Da subito si invita il lettore ad un diverso approccio alle opere d’arte ed alle mostre, ma anche alle esperienze più quotidiane: «If we turn and tune our conscious attention to the process around us […]».

Presentato sotto forma di una sceneggiatura An Alien Odyssey to Creative Freedom si spoglia di tutta la pesantezza delle citazioni e si rende invece agile bottino grazie alla vitalità e alla credibilità estrema dei personaggi, alieno compreso. L’opera diviene così un forziere pronto per essere rubato da ogni lettore, cui vengono fornite coordinate precise per una comprensione e al contempo l’incomprensione di Beuys, Duchamp e moltissimi altri artisti, così come filosofi, matematici e storici dell’arte. Un lavoro impressionante di ricerca a monte, incluso anche il confronto diretto con la psicanalisi che ha portato Heshka a elaborare questa forma di script per esaminare e mettere in discussione la natura dell’arte, la sua definizione, i suoi meccanismi e soprattutto i suoi attori.
Ciò che stupisce è la libertà di movimento dell’autore che si sposta agilmente in questo gioco delle parti, senza mai scadere nel banale, riuscendo efficacemente a dare voce ai testi esaminati, mettendoli in scacco nel più assurdo dei contesti, che diviene il più probabile rispetto all’”incredibilità” (ovvero la scarsa credibilità) della realtà artistica contemporanea. L’approccio per queste operazioni deriva da riflessioni personali dei tre, che si completano l’un l’altro esattamente come lo spettatore completa l’opera d’arte facendone esperienza diretta. E al di là di tutte le speculazioni rimane da chiedersi: «What is beyond the mask of intellect?».
«It is dreams that constalty remind us of freedom». E forse più l’arte dei sogni stessi riesce in questa impresa.
Titolo: An Alien Odyssey to Creative Freedom: Towards a Theory of Artistic Research; from the Abstract  Maybe to the Concrete Real
Autore: Brendan Michal Heshka
Pagine: 235
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo: 17 euro

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30
  • Arte contemporanea

La ex Factory di Andy Warhol a New York diventerà un negozio Uniqlo

A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…

4 Aprile 2026 9:30