“Solo se sappiamo abitare possiamo costruire”. Così, con le parole di Martin Heidegger, inizia il saggio di Adriano Cornoldi, professore straordinario di Composizione Architettonica a Venezia.
La casa, dunque. Materializzazione di sogni, desideri, esplicitazione del bisogno primario dell’abitare, del quale l’uomo non può fare a meno. Luogo materiale, rifugio, alcova dove stare, riposare, fuggire dalla realtà, ospitare, soffrire…insomma luogo materiale ma anche luogo interiore dove esprimere le proprie pulsioni, le proprie emozioni.
Esistono una pressochè infinita varietà di pubblicazioni sulla casa. In libreria il curioso troverà libri sulla casa coloniale, sulle ville palladiane, sulle case rurali eccetera, raramente troverà libri sulle case degli architetti.
Questo libro invece riunisce in modo esauriente – attraverso un excursus storico che parte dal Filarete, quindi dal primo Rinascimento, fino ad oggi – le case che gli architetti si sono progettati per sé. Ed è realmente interessante poter sfogliare le pagine e trovare riunite le dimore di chi ha sempre pensato alla casa degli altri. È come entrare di nascosto nella casa di un maestro, è come scoprire un segreto, ed è anche possibile carpirne la ricetta, l’essenza di una poetica.
Interessante sfogliare le pagine di questo saggio dove si possono incontrare il Vasari o l’architetto svizzero Peter Zumthor. Ci sono veramente i nomi più illustri della storia dell’architettura da Bramante a Mackintosh, ci sono i pionieri dell’architettura moderna, i grandi maestri come Frank Lloyd Wright con la sua casa studio a Oak Park, Bruno Taut, Sullivan, fino ad arrivare ai maestri contemporanei come Tadao Ando, Carlo Mollino, o Aldo Rossi.
Correda il saggio una parte introduttiva con scritti e citazioni di Jung, Heidegger, Gaston Bachelard, Mario Praz per citarne alcuni, che nei loro scritti hanno dato un’importante e personale contributo alla definizione di dimora. Ricordiamo inoltre un’esauriente bibliografia a cura di Emanuela Verger, importante fonte a cui attingere per gli apporfondimenti.
Forse l’unico neo del saggio è la moderazione con cui sono state inserite le immagini, ma a dire la verità è abbastanza naturale essere incuriositi da una di queste dimore e voler vedere quanti più possibili scorci, cercare di scovare anche gli angoli più bui delle case dei grandi maestri.
Una guida veramente convincente che ha il pregio di raccogliere le biografie di un numero considerevole di maestri, un saggio indispensabile per gli architetti di oggi che si occupano di interior design.
Michela Cavagna
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