La quinta edizione di “Scripta Festival, l’arte a parole”, curata da Pietro Gaglianò, si è inaugurata ieri alla Libreria Brac di Firenze con un’installazione di Vittorio Corsini. L’artista toscano ma milanese d’adozione ha tra le cifre stilistiche del suo lavoro la parola, che usa frequentemente e nei più svariati modi, come luce al neon, satinata su vetro, dipinta su muro, composta con trucioli di segatura. Sono parole o brevissime frasi che sintetizzano un concetto, un’idea, un testo, un modo di essere. Questa volta l’artista ha lasciato la sua traccia minimale, dal titolo La Storia, sull’intradosso della porta d’ingresso della libreria di via dei Vagellai: «raccontami la storia / da dove vieni / portami con te». Parole perfettamente calzanti riferite a chi entra nella libreria, un segno poetico, intimo e accogliente che rimarrà anche dopo il Festival.
Forte movimento è il sottotitolo di Scripta di quest’anno e si riferisce alla forza tellurica che l’arte provoca spesso partendo da una sorgente non sempre visibile ma con una portata che si propaga ad ampio raggio. È in questo clima e con queste premesse che prende il via un dibattito critico sulla cultura artistica contemporanea, con presentazione di libri, esposizioni, performance, concerti e attività pedagogiche che si svolgeranno nelle varie sedi del festival.
La Palazzina Reale di piazza Stazione, sede della Fondazione Architetti di Firenze, accoglierà le presentazioni di libri aprendo con il volume “Voci un coro a Peccioli per un progetto di Vittorio Corsini”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Peccioliper ed edito da Gli Ori, con la scrittrice Laura Pugno. Seguiranno poi, tra gli altri, il libro di Teresa Macrì, “Slittamenti della performance” (Postmedia Books), indispensabile strumento per la comprensione del più controverso tra i linguaggi dell’arte. E poi i volumi di Roberta Ferraresi, che ha curato la pubblicazione che celebra i 50 anni del più importante festival italiano dedicato alle arti della scena: Santarcangelo 50 Festival (Corraini), di Lucilla Meloni, “Le ragioni del gruppo. Un percorso tra gruppi, collettivi, sigle, comunità nell’arte in Italia dal 1945 al 2000” (Postmedia Books) e molti altri. Il programma completo delle presentazioni dei libri e degli eventi è comunque visibile sul sito web del festival.
La collaborazione tra il Festival e le Case del Popolo (Arci Firenze) dell’area fiorentina, iniziata lo scorso anno, prosegue accogliendo interventi artistici e laboratori aperti al pubblico. Anche quest’anno La scuola di Santa Rosa, progetto di Francesco Lauretta e Luigi Presicce, propone un simposio di disegno aperto a tutti, senza maestri senza allievi.
Dalla collaborazione con la Fondazione Architetti proviene anche la presenza di Reading Room, un’installazione progettata da Itinerant Office, nell’ambito del “New Generations Festival -“New Urban Challenges”, uno strumento itinerante per fornire un innovativo tipo di spazio di esposizione e fruizione dei libri e degli altri prodotti editoriali. Altro partner storico del Festival è Villa Romana che nel suo splendido giardino ha ospitato le presentazioni il finanziamento dell’anteprima di Scripta che si sono tenute tra maggio e giugno.
Dall’iniziale sforzo finanziario individuale intrapreso dalla Libreria Brac con il tempo quest’appuntamento annuale è “cresciuto” molto e ha coinvolto enti e realtà del territorio, ricevendo il patrocinio del Comune di Firenze e il finanziamento della Fondazione CR Firenze.
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