La Fura dels Baus è una compagnia teatrale catalana seguita da milioni di persone nel mondo per le sue eccentriche performance. Il gruppo, che esordisce alla fine degli anni 70 nel teatro di strada, ha sviluppato una particolare estetica basata su un “linguaggio furero”. Questo si concretizza in esibizioni nelle quali tecnologie sofisticate si uniscono a strumenti primitivi; musiche elettroniche si combinano con suoni tribali e spettatori si aggregano agli attori svolgendo un ruolo attivo. Il libro documenta una di queste provocatorie rappresentazioni avvenuta il 19 giugno del 2002 in una Piazza Pitti affollatissima. In collaborazione con La Biennale di Valencia, lo spettacolo è stato promosso e prodotto da Classico Italia (consorzio di aziende leader nel settore dell’abbigliamento) che, in concomitanza con Pitti Immagine, invita grandi artisti stranieri a rappresentare una metafora della più alta classicità italiana. La Fura dels Baus, aderendo a tale progetto, ha interpretato liberamente la Divina Commedia di Dante Alighieri fornendone una lettura audace: dalla “caduta” dell’Arcangelo Gabriele e dalla discesa all’Inferno dei rappresentanti dei sette peccati capitali si passa alla resurrezione delle anime morte che riconquistano la loro forma corporea prima di salire nel cielo per raggiungere il Paradiso. Il risultato visivo (testimoniato dalle attraenti fotografie che illustrano il testo) è una esibizione di grande impatto visivo e sonoro. Sessantadue attori, acrobati che sorvolano Piazza Pitti sostenuti da imponenti gru, una gigantesca ruota azionata dallo sforzo di decine di persone incatenate al suo interno, corpi intrecciati che danno vita ad una sorprendente rete umana, lampi improvvisi di luce, suoni che improvvisamente esplodono in diversi punti della piazza e musica techno ed elettronica disturbata da forti cigolìì, tuoni e rumori meccanici. Oltre alla realizzazione di performance teatrali coinvolgenti come quella fiorentina, negli ultimi anni La Fura dels Baus ha ampliato i suoi interessi componendo e producendo musica contemporanea, realizzando il Film Faust 5.0, presentato ed accolto con successo nel 2001 al Festival di Venezia, e sviluppando progetti Internet e di teatro digitale visibile nel loro interessante sito web.
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