Necessità di essere riconosciuti e guardati da un pubblico silenzioso e virtuale, eppure fortemente reale, immersi individualmente in una rete complessiva che vive oramai dentro a convenzioni sociali e culturali. In questa realtà post pandemica lo psichiatra psicoanalista Vittorio Lingiardi, nel saggio Arcipelago N Variazioni sul narcisismo (Giulio Einaudi Editore 2021) ripercorre le tappe del fenomeno a partire dal dibattito novecentesco affrontato da Freud, M. Kline, D. Winnicot. H. Kohut e O. Kernberg fino alle forme di narcisismo sociale.
Cos’è in fondo il narcisismo, se non un mancato equilibrio tra la realizzazione del proprio sé e il bisogno di affermazione attraverso l’altro? E quando diventa patologico? Di certo alcuni tratti narcisistici appartengono a tutti noi, vittime di fragilità, ossessioni, paure, sensi di colpa, manie di perfezionismo. Tuttavia lo sviluppo di disturbi di personalità dipende dalla propria indole, dalle relazioni familiari, dal modello bio-psico-sociale.
Oggi più che mai l’argomento riguarda la società intera che, secondo lo psichiatra, deforma e nega la complessità, i segni dello scorrere del tempo sul corpo, con relativo ricorso a chirurgia estetica, le relazioni all’interno del cosmo dei selfie, Instagram, TikTok, Facebook. Per comprendere il fenomeno del narcisismo Lingiardi propone due modelli, uno mitico, l’altro clinico. Nel mito Ovidiano Narciso è un giovane di straordinaria bellezza, innamorato di sé stesso al punto da perdere la propria vita, disprezzando l’amore di chiunque, in particolare della ninfa Eco. Un altro mito che ci permette di comprendere la difficoltà del narcisismo è quello di Dedalo e Icaro che racconta la morte di Icaro per non aver dato ascolto alle raccomandazioni del padre, evidenziando temi come la svalutazione, l’aspettativa altrui, l’idealizzazione.
La personalità narcisistica viene poi proposta attraverso l’immaginario londinese e i personaggi di Peter Pan e Dorian Grey, l’uno eterno fanciullo che si sottrae alle responsabilità del mondo adulto, Puer figura mancante ma potenziale, in cerca del Senex come completamento, l’altro, protagonista del romanzo di Oscar Wild, che grazie a un patto con il diavolo non invecchierà perché a deteriorarsi sarà la sua immagine, simbolo di coscienza, di impossibilità ad amare. L’equilibrio psichico dipende da una serie di fattori che tengono conto del tipo di relazioni, della capacità di adattamento, della vulnerabilità, dell’autenticità. Quando questa stabilità viene meno si parla di disturbo narcisistico di personalità secondo il DSM – 5 Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali e nasce l’arcipelago di cui l’autore parla, ovvero variegate forme di narcisismo, fragile, arrogante, maligno, fino alla psicopatia. Interessanti le citazioni cinematografiche sul tema, da Quarto potere di Orson Welles, a La mia droga si chiama Julie di Francois Truffaut fino alle figure di Hannibal Lecter de Il Silenzio degli innocenti e Jordan Belfort di The Wolf of Wall Street.
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