Categorie: Libri ed editoria

Un libro al giorno. I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni

di - 22 Agosto 2025

La storia avventurosa e tormentata di una faina è al centro de I miei stupidi intenti (2021, Sellerio), esordio di Bernardo Zannoni. Vincitore del Premio Campiello 2022, l’autore è riuscito a trasformare gli animali del bosco, conferendo loro tratti umani e la consapevolezza della propria condizione. In un perfetto equilibrio tra crudezza e curiosità, i lettori sono accompagnati alla scoperta della dura realtà del mondo animale, fatto di predatori e prede, zuffe con i propri familiari e lotta per la sopravvivenza.

All’interno di questa favola contemporanea, il protagonista è Archy, una faina orfana di padre – ucciso nel tentativo di rubare delle galline – che si ritrova fin da piccolo ad affrontare i pericoli del mondo esterno. Dopo un incidente che lo rende zoppo, nel tentativo maldestro di procurare del cibo per la famiglia, viene venduto dalla stessa madre alla temibile e vecchia volpe usuraia Solomon, in cambio di una gallina e mezzo. «È zoppo. Non corre. A me non serve più».

Alla scoperta del tempo: il cambiamento del personaggio

Nel corso della sua vita, la faina non perde mai del tutto l’istinto animale primordiale, che lo spinge a compiere gesti poco nobili per sopravvivere. A questo si aggiunge il dolore, fisico e mentale, a cui è sottoposto innumerevoli volte dal suo padrone. Nonostante ciò, non è Solomon l’antagonista. Nella sua scoperta del mondo, Archy acquisisce anche conoscenze prettamente umane. Ed è proprio il vecchio Solomon ad avviare la giovane faina alla lettura e alla scoperta di concetti come il tempo e la morte. Uno spazio speciale è dedicato alla comprensione di Dio, definito come «il padre del mondo», di cui la volpe possiede il più antico dei libri: la Bibbia.

Da questa relazione con gli altri animali, la faina – pur mantenendo la sua astuzia – sviluppa la consapevolezza del mondo che lo circonda. Il vero nemico non è più un predatore ma il tempo stesso: veloce, inafferrabile e capace di cancellare le tracce di ciò che è stato. Grazie agli insegnamenti della vecchia volpe, Archy impara a leggere e a scrivere, incaricato di dare forma alle memorie del suo padrone. Da questo momento, istinto animale e morale iniziano a scontrarsi, per poi imparare a convivere, conducendo a domande esistenziali che lo segneranno per sempre.

I miei stupidi intenti, di Bernardo Zannoni, è molto più di una semplice favola. È un romanzo che racchiude in sé milioni di storie fatte di curiosità, scoperta, dolore, ricerca della libertà e interrogativi senza risposta. Temi che riguardano l’uomo da vicino, mostrando il peso che l’intelligenza porta con sé. «Più scrivo, più l’ossessione della morte si fa leggera. La sconfiggo ad ogni pagina, specchiandomi nel colore, nelle linee che traccio. Dio porterà la mia anima chissà dove, disperderà il mio corpo nella terra, ma i miei pensieri rimarranno qui, senza età, salvi dai giorni e dalle notti».

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  • Gentilissime, Gentilissimi,
    ringrazio per questa magnifica iniziativa.
    E ne approfitto per proporre anch'io un libro eccezionale, che voi potreste a vostra volta proporre!
    Il libro in questione è: Il mago e la morte, di Hermann Burger, L'Orma Editore, Roma, pubblicato proprio quest'anno.
    Buona continuazione d'estate!
    Patrizia Ruth Pancaldi - Bologna

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