Negli ultimi anni è maturata la consapevolezza di quanto l’arte possa favorire la democrazia, uscendo da una visione elitaria e promuovendo forme di partecipazione, offrendo spazi per il dialogo e accendendo il dibattito intorno ai temi della democrazia, agli spazi e ai modi di partecipare. Le pratiche artistiche e culturali possono, e devono, condurre i soggetti ad essere coinvolti: l’arte e la cultura, oggi come non mai, si rivolgono ad un pubblico a cui chiedono partecipazione, in una dimensione che è etica, politica, ma soprattutto culturale. Il mondo culturale è infatti in piena trasformazione e le sue istituzioni sono impegnate a definire ed adoperare nuovi spazi, metodologie e strumenti inclusivi.
Nonostante questo, per ragioni culturali ma anche sociali, legate alle abitudini e agli stili di vita, diversi sono ancora coloro che non prendono parte alle iniziative e proposte culturali. Tra queste sicuramente i giovani, i cui tassi di partecipazione non solo alla cultura ma alla vita pubblica sono particolarmente bassi. Il problema della partecipazione giovanile si inserisce in un più ampio quadro generale di crisi del contesto socio-economico ed istituzionale, caratterizzato da grande incertezza valoriale ed identitaria. Anche la cultura e le sue istituzioni sono parte di questo clima di disaffezione e precarietà, pertanto è necessario che si impegnino nel promuovere le scelte di partecipazione, adottando comportamenti incentivanti.
La sfida è comprendere come riuscire a superare questa forma di apatia, questa lontananza generazionale e soprattutto culturale, individuare quali siano le sue cause, e quali azioni, politiche e sistemi le istituzioni devono o hanno già adottato per rispondere a questa crisi. L’opera a cura di Annalisa Cicerchia, La partecipazione culturale dei giovani in Italia: la musica e l’arte contemporanea (Franco Angeli, 2013) affronta questi temi con uno sguardo attento al panorama contemporaneo italiano, individuando ed analizzando le pratiche di partecipazione connesse alle diverse offerte culturali.
I dati evidenziati nell’opera fanno emergere alcuni fenomeni persistenti come il perdurare di una fruizione elitaria in alcuni settori, una riduzione generalizzata dei consumi e, per la fascia di giovani di età compresa tra i 14 e i 35 anni, un maggior interesse da parte di coloro che possiedono una più alta istruzione, inoltre la non omogenea distribuzione territoriale dell’offerta e la riduzione della spesa per la cultura delle famiglie.
Il libro invita a riflettere con particolare attenzione sulla partecipazione delle nuove generazioni e sul loro consumo di cultura, soffermandosi sulle diverse politiche culturali adottate in campo privato e pubblico. La lettura porta a chiedersi se si partecipa in generale di meno alle iniziative culturali oppure se siano cambiati gli strumenti, i modelli e i paradigmi da considerare per definire la partecipazione e i prodotti culturali-ricreativi che vengono consumati, diversi da quelli tradizionali.
A. Cicerchia, La partecipazione culturale dei giovani in Italia: la musica e l’arte contemporanea, Pubblico, professioni e luoghi della cultura, Associazione per l’economia della cultura, FrancoAngeli s.r.l., Milano
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