Categorie: Libri ed editoria

Un libro al giorno. Poverina di Chiara Galeazzi

di - 14 Agosto 2025

Poverina (2023, Blackie Edizioni), della speaker radiofonica Chiara Galeazzi, non è solo un’autobiografia, ma il racconto di come si affronta il dolore e di come viene percepito degli altri. Con schiettezza, l’autrice racconta dell’ictus che nel 2021, ad appena 34 anni, l’ha colpita. Senza indorare la pillola ma con un condimento ironico, sono ripercorse tutte le tappe in modo preciso, dall’evento scatenante alla riabilitazione.

Le sfortune possono arrivare in qualsiasi momento della vita e non c’è la possibilità di prevederle, questo è certo. Chiara si trovava sul divano di casa, intenta a guardare una video intervista poco soddisfacente, quando sente formicolare il braccio sinistro. Un consulto con amici, l’ipotesi di un attacco di panico e venti gocce di Xanax. Infine il ricovero, con la conseguente diagnosi: «Signora, guardi, lei ha un’emorragia cerebrale». Ed è nella stroke unit dell’ospedale Niguarda, a Milano, che iniziano i due mesi di visite e sfilate di dottori – alcuni più simpatici, altri meno –. Ma anche esami con nomi poco rassicuranti, no-vax che commentano i post sui social incolpando l’autrice della sua situazione e compagni di stanza improbabili dall’età media di 60 anni. E poi la fisioterapia, con l’obiettivo di recuperare la mobilità del braccio e della gamba sinistra.

Il rapporto con il dolore: un racconto tragicomico

Ma Poverina di Chiara Galeazzi non si limita ad affrontare i fatti, mostra come le persone si interfacciano con il dolore altrui. Un punto di vista veritiero e interessante, che porta a considerare il rapporto che ognuno di noi ha con l’altro, quando pensiamo di poterci ritenere “più fortunati”. Dal tipico «Come stai?» al «Se hai bisogno ci sono». Ma anche i messaggi dei conoscenti che non sanno bene come approcciare la situazione e che esordiscono con «cucciola», «piccola», «amore». Ed è complicato stabilire se ci sia un reale interesse o se si stiano prendendo gioco di te.

Tra gli aspetti peculiari, sicuramente la facilità con cui i lettori riescono ad immaginarsi al fianco dell’autrice mentre è impegnata con esami medici, parenti e con chi ha scelto di definirla come «Poverina». Un’espressione da subito detestata, che mostra solo compassione e pietà, ma senza aggiungere altro e senza cercare nel concreto di empatizzare. A questo, l’autrice risponde in modo provocatorio al dolore. «I primi passi fuori di qui li faccio con dei mocassini di Gucci», ha confidato al ragazzo dopo che l’ospedale le ha confermato che avrebbe ripreso a camminare. Poverina, lontano dall’essere una semplice narrazione, è molto di più. Con la sua scrittura tragicomica – capace di far ridere e piangere allo stesso tempo – Chiara Galeazzi invita a riflettere sul come è percepita la sofferenza, mettendo in discussione i modi, spesso impersonali, con cui ci relazioniamo al dolore altrui.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il surriscaldamento globale è realtà. Un ghiacciaio scomparso diventa monumento fragile al Castello di Rivoli

Cecilia Vicuña trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli in un paesaggio di lana e memoria: cento metri di…

1 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Giacomo Balla: l’artista totale, oltre il Futurismo. Al Mart di Rovereto

Fino al 18 ottobre, Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al…

1 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Un maxi-restauro da 38 milioni: ecco la nuova casa dell’Archivio Storico della Biennale

Un hub di 8.000 metri quadrati aperto 365 giorni all'anno, destinato a imporsi come il centro di ricerca sulle arti…

1 Giugno 2026 16:49
  • Progetti e iniziative

2 giugno 1946-2026, il voto come gesto di ascolto: il progetto di Afterall a Modena

Per gli 80 anni della Repubblica, il duo Afterall presenta a Modena una installazione sonora nata da un processo partecipativo:…

1 Giugno 2026 15:30
  • Mercato

Da Frank Stella a Mario Merz: a Parigi va all’asta la collezione Claude e Grazyna Cluzel

Trentacinque opere tra Minimalismo, Arte Povera e astrazione del dopoguerra raccontano il gusto rigoroso dei due collezionisti. E le loro…

1 Giugno 2026 15:00
  • Teatro

Noi, non io: al festival Up To You, la direzione artistica è un atto collettivo

A Bergamo il festival Up To You sperimenta una direzione artistica partecipata: giovani curatori e professionisti costruiscono insieme - e…

1 Giugno 2026 14:30