Categorie: Libri ed editoria

Un libro al giorno. Volevo un regno più grande. Niki de Saint Phalle di Lorenza Pieri

di - 9 Agosto 2025

Siracusa, 30 giugno. L’estate qui in Sicilia è arrivata da un pezzo. Alla Zaratan, una piccola libreria indipendente prima dell’ingresso di Ortigia, trovo esposte le biografie della collana Oilà edite da Electa e decido di prenderne alcune sotto consiglio di un amico. Fra quelle esposte, non posso che esimermi dallo scegliere il numero dedicato alla vita di Niki de Saint Phalle, scritto da Lorenza Pieri e pubblicato nel 2024.

Niki de Saint Phalle (1930 – 2002) è stata un’artista energica, intensa e multiforme. Fra i protagonisti del Nouveau réalisme – movimento di cui ha fatto parte sin dai primi incontri avvenuti con Tinguely, Spoerri, Klein alla fine degli anni ’50 – è stata pittrice, scultrice, performer e regista di film sperimentali. La vicenda biografica di Niki de Saint Phalle è talmente piena e tormentata da apparire quasi una sceneggiatura teatrale e si avverte già tra le righe il peso divorante con cui ha dovuto convivere per tutta la sua vita. Nonostante tutto, la sua forza plasmante di donna e artista le ha consentito di trasformare la vita e la materia, fino a creare mondi nuovi.

Nel ritratto tracciato da Lorenza Pieri, gli aspetti biografici convivono con l’energia creativa di Niki, chiamata nel testo volutamente solo con quel nome «che la libera dai cognomi degli uomini» che violentemente si sono inseriti nella sua vita. Il punto di forza di questo libriccino, però, risiede nell’identificare quegli eventi traumatici non come motore della sua ricerca artistica, ma come antefatti involontariamente subiti che Niki de Saint Phalle, grazie alla sua forza vitale, riesce a esorcizzare e a trasformare in quella che Pieri definisce «potenza creatrice femminile».

L’intera produzione artistica di Niki de Saint Phalle è un atto di ribellione e rinascita: nei primi anni ’60 propose le ben note azioni performative che prendevano il nome di Tirs (o Shooting paintings), in cui il gesto artistico assumeva un valore catartico e di liberazione individuale e collettiva; ma è anche un atto di riaffermazione della femminilità, come suggerito dai corpi rotondi e variopinti delle Nanas. È un’artista che non ha avuto paura di provocare, come nella gigantesca Hon realizzata per il Moderna Museet di Stoccolma nel 1966, né di creare visioni orrifiche, come nel film Daddy del 1973.

Volevo un regno più grande è una lettura breve ma intensa, un viaggio perturbante ma colmo di vita, che condensa in poche pagine un’esistenza complessa e un animo artistico difficile da contenere in una singolarità. È una lettura che ha bisogno di silenzio e di luoghi isolati per essere apprezzata. Quel 30 giugno, di pomeriggio, immersa nel verde della Necropoli di Pantalica, sentivo la forza creatrice e autodistruttiva di questa artista convivere in un’unica eco. Si avvertiva tutto il peso dell’«estate dei serpenti».

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Arte tra le Dolomiti: due nuove opere in programma per RespirArt 2026

La 18esima edizione di RespirArt porta nelle Dolomiti del Trentino le nuove opere site specific di Antonella De Nisco e…

13 Maggio 2026 18:14
  • exibart.prize

La Fondazione Ado Furlan presenta la mostra personale di Arianna Ellero

La pittura non costruisce immagini: costruisce condizioni. Il segno non descrive, incide; il colore non rappresenta, agisce

13 Maggio 2026 17:08
  • Mercato

Tutti a New York: guida alle grandi fiere della settimana

Inaugurano una dopo l'altra le super fiere di maggio, sparpagliate per la Grande Mela: da Frieze NY a Tefaf NY,…

13 Maggio 2026 17:00
  • Mostre

Txuspo Poyo. Archeologie di memoria collettiva a Bilbao

Ultimi giorni all’Azkuna Zentroa per visitare la grande mostra "Anónima" che raccoglie una selezione di opere che rivelano l'universo distintivo…

13 Maggio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Roma Gallery Weekend: il contemporaneo attraversa nuove geografie urbane

La quarta edizione di Contemporanea mette in rete 32 spazi della capitale, proponendo una lettura alternativa della scena artistica romana,…

13 Maggio 2026 15:30
  • Mostre

Ai Weiwei in mostra al MAXXI L’Aquila. Due terremoti e una domanda: cosa resta dopo il trauma?

Fino al 6 settembre 2026, Palazzo Ardinghelli ospita "Aftershock": quarant'anni di pratica dell'artista e attivista cinese che ha scelto L'Aquila,…

13 Maggio 2026 15:00