Categorie: Libri ed editoria

“Realizzato il sogno in cui avevo creduto 20 anni fa”: intervista a Marinella Senatore in occasione dell’uscita del suo libro

di - 26 Luglio 2023

È come un miracolo. «Oggi vivo il sogno in cui avevo creduto 20 anni fa. E devo dire grazie alla me stessa di allora». Marinella Senatore, artista e performer che usa con talento i numerosi mezzi espressivi dell’arte contemporanea, presenta così la sua monografia, “Marinella Senatore“, curata da Ilaria Bernardi e pubblicata da Silvana Editoriale, che racchiude la storia della sua attività, dal suo esordio nei primi anni Duemila a oggi. La pubblicazione esce dopo i dieci anni della SOND – The School of Narrative Dance, la scuola nomade fondata nel 2012, per la quale è conosciuta internazionalmente.

Cold Spring, New York – 16 novembre 2019, Marinella Senatore performance. Commissionata da Magazzino Italian Art Foundation, la performance ha coinvolto The School of Narrative Dance – Photo Alexa Hoyer

«Sono molto felice di questo libro perché parla della mia attività non solo delle mie opere che si possono vedere nelle mostre. Il racconto delle mie partecipazioni alle Biennali, l’incontro con i curatori. Le scelte delle dei progetti nel mondo che poi sono diventati realtà…». Un itinerario artistico internazionale dove si lascia spazio anche agli eventi e non solo alle esposizioni. «È un libro che potrà servire anche come catalogo perché racchiude non solo le opere ma anche gli eventi d’arte cui Marinella ha partecipato. Dalle Biennali a Documenta a molti altri che si potranno sfogliare. Per questo è un lavoro che abbiamo realizzato insieme», chiosa Ilaria Bernardi. «Ilaria è stata fondamentale ad aiutarmi a mettere in ordine tutto quello che ho fatto in questi 20 anni. In cui praticamente non mi sono mai fermata. Anche questa estate stavo mettendo a punto diversi progetti», prosegue la Senatore.

Kappa FuturFestival 2023. Marinella Senatore, Dance First Think Later. Credits Elephant Studio. Courtesy KFF, Mazzoleni, London – Torino

Nel 2012 Marinella Senatore ha creato The School of Narrative Dance – SOND, una scuola nomade, gratuita e itinerante che propone un sistema didattico alternativo basato sull’emancipazione, sull’inclusione e sull’autoformazione. «È commovente per me quanto sia popolare e amata dalle persone, anche non necessariamente legate al sistema dell’arte. Abbiamo lavorato tantissimo anche in piena pandemia e da qui a diversi anni siamo già invitati in molti musei internazionali. Negli ultimi dieci mesi ci sono stati dei momenti incredibili della School, come Afterglow, una performance nel cuore di Londra, un’opera d’arte collettiva e trasformativa che si è dispiegata da Old Bond Street fino alla Battersea Power Station, coinvolgendo decine e decine di gruppi e associazioni che utilizzano performing arts e sport con una ricaduta sociale e comunitaria importante (parkour connesso a mental health, mindful movements in distretti stigmatizzati, associazioni sportive che aprono possibilità ad adolescenti fortemente a rischio, ecc…). Ad oggi, la School of Narrative Dance ha lavorato in oltre 24 Paesi con il coinvolgimento di quasi 8 milioni di persone».

Marinella Senatore, Afterglow at Battersea Power Station, 9th June 2022 @ Chris Almeida

Quanto è importante fare arte pubblica oggi?

«Cruciale».

Il valore della partecipazione e dell’attivismo è al centro del suo lavoro?

«Sì, certo. Dal 2006 realizzo progetti di arte partecipativa coinvolgendo intere comunità nella realizzazione di opere collettive. Piuttosto che parlare di partecipazione – termine un po’ abusato a volte, perché è diventato anche molto modaiolo, per certi versi – a me piace utilizzare il concetto di assemblea: è su questo che si basa la mia pratica. La School of Narrative Dance attiva collettività lavorando su un’idea di apprendimento orizzontale, incoraggiando fortemente l’emancipazione dei singoli nel contesto corale. Sono sempre stata un’attivista, ho lavorato molto con gruppi più o meno conosciuti, come Pussy Riot, Black Lives Matter, Young Lords, denunciando le asimmetrie sociali, il dramma della white supremacy, tra le altre, la disparità retributiva tra uomini e donne e l’annullamento colonialista di intere culture».

Marinella Senatore, foto di Marco Anelli, courtesy Magazzino Italian Art

Quali altri progetti ha in corso?

«Ho da poco inaugurato una mostra personale al bellissimo Museum der Modern di Salisburgo. A maggio abbiamo aperto un’altra personale a VillaStuck, Monaco di Baviera. Le due mostre sono il frutto di una collaborazione tra due realtà museali, il Museum der Moderne di Salisburgo e il Museum VILLA STUCK di Monaco di Baviera, che hanno voluto realizzare la più grande mostra delle mie opere sino ad oggi, pensando ad un enorme progetto articolato in due capitoli. Le presentazioni a Salisburgo e a Monaco culmineranno il 23 luglio con grandi parate preparate con il coinvolgimento della popolazione locale e nell’ambito della mia School of Narrative Dance».

E poi c’è stata a maggio l’entrata nel parco d’arte di Guarene (Cuneo) sulla collina di San Licerio, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con In ognuno c’è la traccia di ognuno. Un messaggio che sintetizza il suo concetto di partecipazione scritto con la luce, prendendo l’estetica delle luminarie del sud, partendo da una poesia di Primo Levi dedicata all’amicizia.

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