Categorie: marcheabruzzi

fino al 24.XII.2010 | Petra Feriancova | Ancona, White.Fish.Tank

di - 1 Dicembre 2010
A tutti è capitato, con esiti più o meno piacevoli, di dover ascoltare
il riassunto di un film o il resoconto di una mostra da parte di un amico o di
un conoscente. Petra Feriancova
(Bratislava, 1977) per un anno ha reso sistematica questa esperienza, smettendo
temporaneamente di andare alle mostre e invitando i suoi amici a
raccontargliele.

L’artista slovacca aveva esplicitamente chiesto che dal racconto fosse
eliminata qualsiasi forma di giudizio, limitando la narrazione a una descrizione
oggettiva, un mero elenco. I testi così ottenuti sono stati raccolti su carta di
giornale ed esposti impilati in due colonne (I asked my friends to describe an art work to me); scorrendoli,
però, si scorgono frasi come “that was
only my impression
” o ancora “to describe
this picture is not an easy task
”, che tradiscono l’affiorare di un
pensiero personale quanto l’impossibilità di eliminare dalla descrizione di
un’opera la relazione che il singolo individuo instaura con

essa.

Questo meccanismo, inconscio e involontario, rappresenta il fil rouge
della mostra. Tutti i lavori esposti, infatti, sono accomunati da una ricerca
di senso condotta attraverso la scomposizione e l’analisi del linguaggio, sia
esso verbale, scritto o visivo, privandolo però degli elementi emozionali e
affettivi. In questo dialogo fra immagine, testo, parola e contenuto, lo
spettatore è inevitabilmente coinvolto, trovandosi a dover riempire con la
propria sensibilità i vuoti, emotivi o di senso disseminati nei testi o nelle
immagini esposte.


Il lavoro 2/3, ad esempio, proietta
alcune scritte che costituiscono le battute di un incongruente e surreale
litigio, in cui l’assenza di contestualizzazione e la mancanza dei segni di
interpunzione privano lo spettatore di qualsiasi indicazione di lettura, costringendolo
a ricostruire mentalmente l’episodio e ad attribuire un significato al testo
che scorre meccanicamente davanti ai suoi occhi. Anche Exeunt (2010) mette in scena un vuoto. Si tratta di una serie d’immagini
tratte da un libro di arredamento del secondo dopoguerra che ritraggono spazi
domestici in cui non c’è traccia della presenza umana, scene in attesa dello
svolgersi del dramma. Ogni foto è accompagnata dal frammento di un testo
teatrale, il cui senso, completamente decontestualizzato, sfugge, amplificando
la sensazione di mistero e di attesa.

In questa mostra Petra Feriancova non solo mette a confronto
linguaggio verbale e linguaggio scritto, ma crea punti di contatto tra diversi
mezzi espressivi (letteratura, arti figurative, teatro, architettura). Il
risultato è un continuo raffronto tra parola e immagine, quasi in gara per
dimostrare la superiorità della propria forza narrativa. Se An instance of the finger post dilata e
scompone un’immagine, fino a farne un racconto per dettagli, in Tales and Poems le parole, ripetute
identiche centinaia di volte, si svuotano di senso, cristallizzandosi in una
sequenza di segni che non è più in grado di comunicare il proprio contenuto.


Con la rassegna operaprima, di cui la mostra Tales and Poems rappresenta la terza tappa, l’Associazione
White.Fish.Tank apre uno stimolante spazio di ricerca, diventando un
interessante punto di riferimento per l’arte contemporanea nelle Marche.

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all’Istituto Austriaco di Cultura

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mostra visitata il 20 novembre 2010


dal 19 novembre al 24
dicembre 2010

Operaprima – Petra Feriancova

Associazione White.Fish.Tank

Via Luigi Albertini, 9 (zona
Baraccola Sud) – 60131 Ancona

Orario: giovedì,
venerdì e domenica ore 17-19.30; sabato ore 11-13 e 17-19.30

Ingresso libero

Info: mob. +39 3453179213; info@whitefishtank.com; www.whitefishtank.com

[exibart]

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