Categorie: marcheabruzzi

fino al 27.XI.2010 | Usunier | Delafon | Menin & Pierobon | Teramo, Warehouse

di - 26 Novembre 2010
Tre
mostre per i tre spazi della Warehouse. Nella main gallery trova spazio Il giorno chiaro del primo mese dell’estate
dell’anno del cavallo d’acqua del terzo ciclo
, titolo wertmulleriano per il
progetto a quattro mani di Samuele Menin (Castellanza, Varese, 1978;
vive a Milano) e Marta Pierobon (Brescia, 1979; vive a Brescia e New
York).

Una
forma modificata della yurta, tipica
tenda asiatica e tuttora abitazione di molti popoli mongoli, si offre a
un’esplorazione intima e metastorica: lo spettatore è accolto all’interno di una
tenda-diamante, dove può aggirarsi tra gli oggetti enigmatici che compongono il
Monumento funebre di Gengis Khan di
Pierobon, realizzato in terra cruda e legno dipinti a spray. Le sue opere
tridimensionali dialogano con Fantasma
mongolo
di Menin, serie di proiezioni appartenenti alla storia dell’arte o
a un immaginario visivo stratificato. Un ventre entropico di cui non si
percepisce un centro, ma echi e spiazzamenti, rimandi e suggestioni a un
orizzonte lontano. Il titolo allude alla nascita di Gengis Khan, fondatore
dell’Impero mongolo, la cui sepoltura è avvolta nel mistero. La componente
ludica si intreccia saldamente a una valenza spirituale per dar vita a un’opera
che si offre a forme nuove di contemplazione e a tempi lunghi.


La
mono room ospita Le rayon vert di Sabine
Delafon
(Grenoble, 1975; vive a Milano): 20 stampe di quadrifogli insinuano
il dubbio sulla loro reale presenza, immagini all’apparenza più vere del reale.
Sono parte di una collezione che l’artista ha cominciato nel 1999 e che oggi
comprende 3mila quadrifogli, ognuno dalle misure e forme differenti, ma tutti
ben riconoscibili per le note caratteristiche portafortuna.

“Un raggio verde, ma di un verde
meraviglioso, di un verde che nessun pittore può ottenere sulla sua tavolozza,
un verde di cui la natura né la varietà dei vegetali, né nel colore del mare
piĂą limpido, hai mai riportato la sfumatura!
”: così parlava Jules Verne di quel fenomeno
ottico che chi è fortunato può vedere per pochissimi istanti nelle giornate d’estate al
tramonto. “Quest’ultimo raggio è delicato
come una fiaba; la persona che lo vedrĂ  sarĂ  capace di leggere i propri
sentimenti e quelli altrui
”, fa eco Rohmer: che siano o non siano queste le
suggestioni cui l’opera di Sabine Delafon vuole dare luogo, è davvero delicata
come una fiaba e la visione di questo orizzonte verde è sicuramente un’allegria
e uno stupore per gli occhi.


Un’altra artista francese, Sophie
Usunier

(Neufchâteau, 1971; vive a Milano) è autrice dell’ultima opera in rassegna, Promemoria
(vorrei tanto che ti ricordasse
), installazione
site specific realizzata con piĂą di 23mila post-it gialli a totale copertura
delle pareti della project room.

Attraverso un’operazione solo all’apparenza banale, lo spazio espositivo
risulta completamente modificato dalle “trine” o finestrelle quadrate create
dai post-it lasciati intatti. Tabula rasa in cui entrare o spazio vergine da
cui decidere di uscire. Un’opera che nasce durante una residenza in una casa di
riposo a Nancy e che innesca plurimi spunti di riflessione sulla memoria e
sulle storie personali e non.

Della stessa artista sono le Nature
morte
, liste della spesa dimenticate
dai clienti di un supermercato, nature morte del contemporaneo che l’artista ha
collezionato dal 2005 al 2009 e incorniciate come quadretti di famiglia.

articoli correlati

Usunier
al Pav

Delafon
da NotFair nel 2009

Menin
a Curatology

Pierobon
a San Miniato

enza di matteo

mostra visitata il 1°
novembre 2010


dal 15 ottobre al 27 novembre
2010

Sophie Usunier | Sabine Delafon
| Samuele Menin & Marta Pierobon

a cura di Francesca Referza

Warehouse Contemporary Art

Via Canzanese, 51 (zona industriale) – 64100 Teramo

Orario: da martedì a sabato ore 10.30-13.30 e 14.30-19

Ingresso libero

Info: tel./fax +39 0861232189; info@warehouseart.it;
www.warehouseart.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • scusate ma Samuele Menin è lo stesso Samuele Menin redattore di Flash Art?

    "La critica dei giornali riesce sempre ad esprimere in quali rapporti è il critico con chi viene criticato"
    Questa frase di Karl Kraus mi sembra singolarmente pertinente. Comprerò il prossimo Flash Art per leggere come si è recensito.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Sassuolo, un nuovo inizio per Paggeria Arte: si parte con Damien Hirst

Paggeria Arte riapre a Sassuolo dopo il restauro PNRR e inaugura il nuovo corso con la curatela di Nicolas Ballario…

23 Giugno 2026 9:30
  • Progetti e iniziative

Oltre 5000 volumi per l’arte contemporanea: apre BIBLIOheart a Vimercate

Quindici anni di attivitĂ  dell'associazione heart confluiscono in una nuova biblioteca specializzata in arte contemporanea. Intervista a Simona Bartolena sul…

22 Giugno 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Oltre le mura. Reclaiming Collective, il secondo capitolo di FORT Biennale

Nato per difendere e separare, il Forte di Fortezza diventa il luogo in cui immaginare nuove forme dello stare insieme.…

22 Giugno 2026 18:00
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 22 al 28 giugno

Una selezione degli spettacoli e dei festival piĂą interessanti della settimana, dal 22 al 28 giugno, in scena nei teatri…

22 Giugno 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Una cooking session con Rirkrit Tiravanija? Da Pirelli HangarBicocca Milano succede anche questo

L'artista thailandese incontra i visitatori insieme alla curatrice Angela Vettese, portando nel vivo della sua pratica artistica con una conversazione,…

22 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Fondazione Prada accende l’estate: le mostre da vedere a Milano e Venezia

Arte contemporanea, cinema e nuove tecnologie: tutte le mostre e gli appuntamenti estivi di Fondazione Prada a Milano e Venezia,…

22 Giugno 2026 16:21