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Art Basel svela il programma di Parigi 2025

di - 28 Maggio 2025
Mentre la sede madre di Basilea scalda i motori, e dopo l’annuncio nuovo di zecca dell’apertura della nuovissima Art Basel Qatar, l’ormai veterana Art Basel Paris comunica i primi dettagli per l’edizione 2025. Vale a dire il ritorno in pompa magna, anche quest’anno, all’iconico Grand Palais, con 203 espositori da 40 Paesi e ben 25 new entry sparse fra i settori della maxi fiera. L’apertura ufficiale al pubblico: 24-26 ottobre, preceduta dai tradizionali lustrini della preview. Ecco una panoramica di quello che verrà.
Primo dato interessante: oltre un terzo dei partecipanti dei settori Galeries, Emergence e Premise della fiera gestisce spazi nella Ville Lumiére. Il che si traduce in un ecosistema sempre più ancorato alla città ospitante – una visione sempre più glocal, globale e locale insieme – che rafforza lo status di Parigi come polo per l’innovazione artistica. 9 le gallerie che partecipano per la prima volta al settore Galeries della fiera: si tratta di Crèvecœur (Parigi), 47 Canal (New York), Lodovico Corsini (Bruxelles), David Nolan Gallery (New York), Jan Kaps (Colonia), The Approach (Londra) e Stevenson (Amsterdam, Città del Capo), oltre a Soft Opening (Londra) e Chapter NY (New York), che condivideranno uno stand. 7 espositori che avevano già partecipato in passato nella sezione Emergence passeranno nel 2025 al settore principale (e qui, un altro dato interessante, molti hanno scelto di condividere lo stand, come Christian Andersen (Copenaghen) e Fanta-MLN (Milano), Nicoletti e Seventeen (entrambi a Londra), Galeria Dawid Radziszewski (Varsavia) e Madragoa (Lisbona).
Si passa ad Emergence, con 16 solo booths che mettono in risalto il lavoro di artisti emergenti. 8 di loro partecipano per la prima volta ad Art Basel Parigi: Gauli Zitter (Bruxelles), con una nuova serie di sculture dell’artista francese Ethan Assouline; Drei (Colonia), con un’installazione di specchi dell’artista tedesca Mira Mann; Molitor (Berlino), con sculture e ready-made dell’artista croata Dora Budor; Sweetwater (Berlino), con un’installazione site-specific dell’artista francese Alexandre Khondji; Cibrián (San Sebastian), con un nuovo film dell’artista cinese Siyi Li; Ginny on Frederick (Londra), con una scultura monumentale dell’artista franco-iraniano Arash Nassiri; Vardaxoglou Gallery (Londra) con una scultura monolitica realizzata con carta da giornale e pigmenti minerali provenienti dal Ghana e dalla Cornovaglia, ad opera dell’artista britannico Tanoa Sasraku; Blindspot (Hong Kong) con una serie di nuove opere erotiche in carta ritagliata dell’artista cinese Xiyadie.
C’è Premise tra i settori di Art Basel Paris 2025, è dedicato a «progetti altamente singolari che possono includere opere create prima del 1900», spiegano dalla fiera. Anche qui, una schiera di nuovi partecipanti. Kadel Wilborn (Düsseldorf) debutta con una presentazione in duo fotografico di opere dell’artista americana Liz Deschenes (nata nel 1966) e della fotografa ungherese del Bauhaus Lucia Moholy (1894-1989). Martine Aboucaya (Parigi) propone invece una serie di opere storiche e immateriali dell’artista concettuale americano Robert Barry (nato nel 1936). Spazio ai nomi italiani con Frittelli arte contemporanea (Firenze), con una presentazione personale mirata di rare opere di Dadamaino (1930-2005) dalla sua famosa serie Volumi. Presente anche Château Shatto (Los Angeles), riflettori puntati sulle opere della pittrice australiana delle Prime Nazioni Emily Kame Kngwarreye (1910-1996) e sull’artista e monaco buddista americano Alan Lynch (1926-1994). Gordon Robichaux (New York) e Stars (Los Angeles) presentano congiuntamente l’opera dell’afroamericana Janet Olivia Henry, inclusi i suoi straordinari diorami in miniatura. E si prosegue con Tina Kim Gallery (New York), nel booth incontreremo le opere tessili storiche del visionario artista tessile coreano Lee ShinJa (nato nel 1930).
Non può mancare ovviamente il programma pubblico, fuori dagli spazi tradizionali della fiera e sparso per gli edifici, le piazze e le strade più iconiche della città – e anche quest’anno Miu Miu si riconferma Partner Ufficiale del Public Program. Una prima anticipazione: la mostra curata da Mouna Mekouar nel Jardin des Tuileries. Appuntamento in autunno, a Parigi.

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