Fanciullo dormiente attribuito ad Artemisia Gentileschi, venduto per € 311.150. Tra i top lot di Bertolami Fine Art nel 2023
È l’incubo di ogni collezionista: nel suo ultra noto Dark Side of The Boom, Georgina Adam dedica un intero capitolo allo “tsunami dei falsi”, che avvelenano e indeboliscono le dinamiche del mercato. Ma i protagonisti dell’art market corrono ai ripari: il Centro Studi Archeometrici Ce.S.Ar annuncia una partnership con la casa d’aste Bertolami Fine Art, che potrà disporre, dal 2024, di un laboratorio scientifico di riferimento. L’obiettivo? La verifica dell’autenticità delle opere d’arte e dei preziosi messi in vendita. E la tutela dei futuri acquirenti, s’intende.
Parola a Giuseppe Bertolami, fondatore e amministratore unico di Bertolami Fine Art: «In un contesto di mercato in cui la proliferazione dei falsi ha reso sempre più guardinghi gli acquirenti di opere d’arte e altri beni mobili di pregio», dichiara, «mettere in vendita beni passati attraverso un’accurata procedura di controllo diventa un’esigenza commerciale primaria». E aggiunge: «Nell’affrontare il delicato problema delle garanzie di autenticità, appare di fondamentale importanza il ricorso alle sempre più sofisticate tecniche di diagnosi scientifica messe a disposizione degli esperti. In quest’ottica, il nostro accordo con Ce.S.Ar. diventa un importante tassello di una strategia di vetting oggi diventata indispensabile per soddisfare la pressante richiesta di tutela espressa dalla nostra clientela».
Tutela dell’arte e della clientela, sono queste le parole chiave del nuovo progetto di Bertolami Fine Art e Ce.S.Ar. Il mezzo: indagini scientifiche non invasive e svolte con sistemi portatili direttamente in situ, dove si trova l’opera da analizzare. «Dal 1989 forniamo analisi scientifiche accurate, imprescindibili nella tutela dell’investimento sia nella fase dell’acquisto sia ex post per monitorare e verificare eventuali contraffazioni», spiega Fabio Romano Moroni, Responsabile del Centro Studi. «In questi 35 anni di attività Ce.S.Ar. ha collaborato con case d’asta, galleristi, musei e storici dell’arte effettuando indagini diagnostiche per dare un valido supporto nelle attribuzioni, datazioni e valutazioni dello stato di conservazione delle opere».
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Avrei un Antonio bueno da certificare come posso fare grazie per info