BRAFA 2026, Ars Antiqua. Pieter van Lint (Antwerp 1609 1690), Allegory of Labor
Tutto pronto per BRAFA Art Fair, la mostra-mercato d’arte antica e moderna che inaugura idealmente il calendario delle maxi fiere internazionali. Quando? Dal 25 gennaio al 1° febbraio 2026, come sempre al Bruxelles Expo. Le protagoniste assolute: 147 gallerie provenienti da tutto il mondo. E interi secoli di storia dell’arte racchiusi all’ombra dell’Atomium.
Ben dodici i galleristi italiani presenti all’appello, per l’edizione 2026: ci sono Ars Antiqua (Milano), Barbara Bassi (Cremona), Carlucci Gallery (Roma), Dalton Somaré (Milano), Dei Bardi Art (Bruxelles), Mearini Fine Art (Perugia), Gioielleria Nardi (Venezia), Repetto Gallery (Lugano), Giammarco Cappuzzo Fine Art (Londra), robertaebasta (Milano – Londra), Romigioli Antichità (Legnano), VKD Jewels (Milano – Amsterdam). E a questi nomi si aggiungono tanti professionisti che portano a Bruxelles opere profondamente legate al Belpaese. Come il busto in marmo di Carrara firmato da Carlo Nicoli (1843-1915) e dedicato a Madame Pompadour, su cui la ceramista contemporanea Anna Volkova (San Pietroburgo, 1974) è intervenuta con l’installazione Les Fleurs d’Amour (2025), composto da fiori in porcellana biscuit modellati a mano che avvolgono la scultura storica in un omaggio floreale alla celebre marchesa.
È un moderno cabinet de curiositès l’appuntamento con l’arte di Brafa. Anche il prossimo anno, il percorso del Bruxelles Expo attraverserà culture, epoche e materiali, mettendo in dialogo l’arte tribale africana e oceanica con le meraviglie dell’artigianato rinascimentale e gli oggetti rari della storia naturale. Un caso emblematico, la proposta della londinese Finch & Co: specializzata in oggetti da Wunderkammer, esporrà in fiera una coppa tornita con coperchio su piede a nodo (Germania, prima metà del XVII secolo), realizzata in corno di rinoceronte e avorio. Alta 33 cm, questa raffinata opera tardo-rinascimentale è attribuita alla scuola milanese di Giovanni Ambrogio Maggiore, maestro del duca Guglielmo di Baviera e formatore del celebre Georg Wecker, che divenne “tornitore di corte” a Dresda nel 1578. «Questi oggetti, considerati all’epoca capolavori di ingegnosità tecnica», spiegano gli organizzatori, «rappresentavano una fusione di arte, scienza e magia: si riteneva infatti che il corno di rinoceronte avesse proprietà taumaturgiche e potesse neutralizzare i veleni».
Tra gli espositori la galleria italiana Dalton Somaré con una figura femminile Baule (Costa d’Avorio, fine XIX secolo), attribuita all’atelier di Essankro. Le figure waka sran (“persone in legno”) incarnano l’ideale di bellezza, equilibrio e fertilità della cultura Baule e rappresentano gli spiriti coniugali che accompagnano ogni individuo. La levigatezza del legno, l’eleganza dei tratti e la compostezza del volto fanno di queste sculture una delle più alte espressioni dell’arte africana classica.
Grande attesa, a Bruxelles, anche per il settore dei libri antichi e delle edizioni rare. Con una tappa obbligata da segnare in agenda: uno spazio interamente dedicato ai librai antiquari della Chambre Professionnelle Belge de la Librairie Ancienne et Moderne (CLAM-BBA), che raccoglie tutti insieme i maggiori esperti di Libri Antichi e d’arte. Tra gli highlights di questo settore, senz’altro la legatura in marocchino chiaro, realizzata intorno al 1925 dal grande architetto e designer Josef Hoffmann (Pirnitz 1870 – Vienna 1956) – presentata dal libraio antiquario Pierre Coumans. L’appuntamento è a fine gennaio, a Bruxelles.
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