Stephen Brooks. Courtesy of Phillips
Stephen Brooks, CEO di Phillips da quasi 3 anni, si è dimesso. È ARTnews a dare la notizia. «Stephen ha guidato l’azienda attraverso un notevole periodo di crescita durante il suo mandato e i suoi contributi hanno aiutato a costruire l’infrastruttura per il continuo successo di Phillips», ha dichiarato alla rivista Edward Dolman, presidente esecutivo di Phillips e già CEO della maison dal 2014 al 2021, ora sostituirà momentaneamente Brooks. «Lo ringrazio per i suoi numerosi contributi all’azienda e gli auguro il meglio».
CEO della casa d’aste a partire dal 2021 (ve lo annunciavamo qui, ai tempi), il suo incarico succedeva proprio quello di Edward Dolman, che passava allora al ruolo di presidente esecutivo della società accanto a Cheyenne Westphal, presidente globale. Il curriculum professionale di Brooks, d’altronde, non passava inosservato, a partire dalla sua carriera da Christie’s, dove ha ricoperto brillantemente i ruoli di Chief Financial Officer, Chief Operating Officer e Deputy Chief Executive – tutto questo, tra l’altro, a partire dal 2009, un anno globalmente e notoriamente drammatico dal punto di vista finanziario. Sempre per la maison di Pinault, Stephen Brooks è stato responsabile di tutte le funzioni aziendali – incluse finanza, tecnologia, marketing e client strategy – e il suo straordinario contributo è risultato essenziale per la modernizzazione l’azienda.
Da Phillips, Brooks ha fatto il suo ingresso in un’annata peculiare, il 2021, appena dopo lo scoppio della pandemia. Nel 2022, la casa d’aste ha registrato un fatturato eccezionale di $ 1,3 miliardi (e un aumento monstre del 32% rispetto al 2019, è stato il suo anno migliore di sempre). Nel 2023 – lo dichiara sempre ARTnews, Phillips non ha ancora diffuso risultati ufficiali – ha realizzato invece vendite all’asta per $ 840,7 milioni, vale a dire il -15% rispetto al totale dell’anno precedente; nonostante la presenza indiscussa di capolavori tra le fila della casa, come l’Abstraktes Bild di Richter transitato per quasi $ 35 milioni a novembre, o il diamante rosa da $ 13,3 milioni, ma anche l’inaugurazione di una nuova super sede asiatica lo scorso marzo, nell’avamposto di Hong Kong, nonché di una nuova apertura strategica nel cuore di Milano.
Qualcuno già ipotizza si possano ricondurre al calo del 2023 le dimissioni del CEO Brooks, ma – nella nota ad Artnet – Edward Dolman parla di ragioni personali. Restiamo collegati.
Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania espande la sua presenza alla Biennale Arte 2026 con due eventi speciali…
Oltre cento reperti della collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo tornano a Trieste dopo 143 anni: alle Scuderie di Miramare una…
Ad Assisi, Michelangelo Pistoletto proclama simbolicamente Papa Francesco "Primo Santo dell’Arte": negli spazi della Rocca Maggiore, una mostra che attraversa…
La retrospettiva dedicata a Miriam Cahn e la collettiva con le vincitrici del Premio Paul Thorel inaugurano la stagione estiva…
Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di più di…
Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…