René Magritte, Le faux miroir, 1952. CHRISTIE’S IMAGES LTD. 2025
Torna l’asta di Christie’s interamente dedicata al Surrealismo: senza dubbio uno dei momenti clou della 20th/21st Century Art London Marquee Week, quella in cui le majors si contendono il primato a colpi di lotti milionari (ve ne parlavamo qui). Proprio in coda all’anno che ha festeggiato i 100 anni dal Manifesto di André Breton e che ha fissato a quota $ 121,2 milioni il record assoluto per la superstar René Magritte. Ed ecco The Art of the Surreal Evening Sale, si svolge come da migliore tradizione sul finire dell’inverno – il 5 marzo, per la precisione – nella sede londinese di King Street.
I top lot dell’edizione 2025? A guidare l’asta è l’enigmatico La reconnaissance infinie di Magritte – guarda caso – un capolavoro del 1933 che raffigura un globo bianco, grande, fluttuante, misteriosamente sospeso sopra un paesaggio montano. Stima: £ 6-9 milioni. In bella compagnia di La lumière du pôle (1926–1927): «Già nella collezione della leggendaria attrice italiana Sophia Loren e di suo marito, il produttore Carlo Ponti», spiegano da Christie’s, «questo dipinto è una potente illustrazione della natura strana e inquietante delle composizioni oniriche di Magritte della fine degli anni ’20, che si dilettano nelle giustapposizioni inaspettate che emergevano tra oggetti familiari disposti in strane configurazioni e situazioni». Il pronostico è di £ 4.500.000–6.500.000. Poi ancora: La femme du maçon del 1958 (stima: £ 1.600.000-2.400.000) e Le faux miroir del 1952 (stima: £ 1.600.000-2.400.000). Tutti, rigorosamente, ad opera dell’autore dell’Impero delle luci da record.
C’è anche Paul Delvaux tra gli artisti più ricercati del momento, Christie’s mette all’asta ben tre rare opere del pittore belga provenienti da una prestigiosa collezione privata, tutte inedite sul mercato da oltre trent’anni e tutte rigorosamente «di qualità museale» (qui tutti i dettagli). Si tratta di Les belles de nuit (1936), stima: £ 500.000-1 milioni, precedentemente nella collezione di Edward James ed esposte nella sua iconica villa surrealista Monkton House; La ville endormie (1938), stima: £ 1,2-1,8 milioni; e ancora Nuit de Noël (1956), stima: £ 1-2 milioni.
Altri esemplari onirici a zigzag tra i pezzi forti dell’asta: Amphore infinie di Jean Arp, del 1929, che appare all’asta per la prima volta con una stima importante di £ 1,6-2,4 milioni, mentre la sua grande scultura in marmo bianco Étoile, anno 1960, potrebbe raggiungere fino a £ 1,8 milioni. La vendita dei sogni comprende anche due importanti opere di Max Ernst: Coloradeau de Méduse (1953), che evoca i ricordi della sua casa nel deserto del Colorado condivisa con Dorothea Tanning (stima: £ 700.000-1 milione) e Sodaliten schneeberger drückethäler (l’énigme de l’Europe Centrale o vince sempre il migliore), del 1920, vale a dire una delle sue opere d’arte più sofisticate su carta dipinta del suo periodo dada, in cui un’illustrazione botanica si trasforma in una composizione mistica e poetica. Il pronostico pre-incanto? £ 250.000-350.000.
Non mancano all’appello i grandi nomi femminili rilanciati sul mercato dalla Biennale Arte 2022 di Cecilia Alemani, prima tra tutte Leonora Carrington – anche lei reduce da un’annata di grandi record, sia in pittura che in scultura. E poi a ruota lavori iconici di Salvador Dalí, Francis Picabia, Wolfgang Paalen, Léon Spilliaert, André Masson, Giorgio de Chirico ed Enrico Donati. L’appuntamento è a domani, con i sogni surrealisti di Christie’s.
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