Categorie: Mercato

Dinosauri all’asta: succede ancora da Sotheby’s

di - 12 Luglio 2023

Sembra che incontrare un dinosauro sotto il martello non sia mai stato così semplice, da una parte all’altra del globo. E sembra d’altronde che la risposta dei collezionisti non sia mai stata tanto recettiva, alimentata a dovere dalle – altrettanto fameliche – case d’aste internazionali. Mirabilia, cose fuori dal quotidiano; eppure in qualche modo attese, rientrate nell’ordine della (costosissima) possibilità. La migliore offerta la conosciamo a memoria, è quel T-Rex di 12 metri di altezza – Stan, si chiamava – che nell’autunno 2020 sfilava sfacciato da Christie’s, nello stesso catalogo di giganti moderni come Picasso, Twombly, Basquiat.

«Si tratta di un pezzo iconico del XX secolo, si inserisce così bene nel contesto in cui lo offriamo!», raccontava allora James Hyslop, capo dipartimento di Storia Naturale di Christie’s. Il verdetto finale: imprendibile, $ 31,5 milioni. Prima di lui, nel lontano 1997, il T-Rex Sue veniva aggiudicato da Sotheby’s New York per $ 8,4 milioni, mentre nel 2010 un Allosaurus di 10 metri, da Sotheby’s Parigi, passava di mano per € 1,3 milioni.

Negli ultimi tempi, poi, un’escalation di lucertole preistoriche all’incanto: il triceratopo Big John da € 6,5 milioni da Drouot, i due esemplari venduti dall’italiana Cambi, rispettivamente un Othnielosaurus e un Hypacrosaurus (andati ciascuno per € 300.000), fino al recentissimo Ornitholestes offerto in Francia da Giquello, in ottima compagnia con un cranio di Mammut.

Ed ecco la notizia: il 26 luglio, Sotheby’s metterà all’asta gli scheletri di due dei più temuti predatori mai vissuti sulla Terra, lo Pteranodonte e il Plesiosauro. «La temibile coppia», come la chiama la maison, sfiderà la piazza newyorkese, rispettivamente per $ 4-6 milioni e $ 600.000-800.000. E non ci stupiremmo se superassero le stime iniziali. Parola all’esperta: «A più di 25 anni dall’innovativa vendita del T-Rex sue da Sotheby’s», rivela Cassandra Hatton, Sotheby’s Global Head of Science & Popular Culture, «siamo entusiasti di rivolgere la nostra attenzione ai suoi simili, predatori del cielo e del mare. Entrambe le specie hanno svolto a lungo un ruolo importante nel nostro immaginario collettivo, ispirando antichi miti e folklore e comparendo in film e serie di Hollywood». Tutto vero.

Lo Pteranodonte e il Plesiosauro sono a oggi due vere icone della vita preistorica, protagonisti indimenticabili di numerose pellicole – tra cui i blockbuster Godzilla e Jurassic Park. Da un lato una delle creature più grandi che abbiano solcato i cieli (l’apertura alare dello Pteranodonte arrivava a 6 metri, per rendere l’idea), dall’altra il Plesiosauro che – così si dice – avrebbe addirittura ispirato la silhouette del mostro di Loch Ness, immortalato per sempre nella fotografia di Robert Wilson del 1934.

Ed eccoli, a fine mese, a sfidare il mercato internazionale. Horus, che prende il nome dall’antica divinità egizia, dio della regalità, della protezione e del cielo; e Nessie, di oltre 3 metri, scoperto per la prima volta negli anni ’90 nella cava di Blockley, in Inghilterra, il più prezioso del suo genere mai offerto all’asta.

Chi sarà il migliore offerente ad aggiudicarseli, questo è tutto da vedere. Magari un’istituzione, come nel caso del T-Rex Stan da $ 31,5 milioni, ad accaparrarselo allora fu il nascituro Museo di Storia Naturale di Abu Dhabi; e così il colosso Sue, oggi è esposto al Field Museum di Chicago, ammirato ogni giorno da centinaia di persone. Patrimonio per l’umanità. O magari sarà un privato, facendone un “dinosauro da salotto”, pronto a riaccendere la diatriba scatenata lo scorso anno dal paleontologo Steve Brusatte, dall’Università di Edimburgo: «Se un oligarca compra uno scheletro di dinosauro e lo mette nell’atrio di una delle sue dimore, allora è effettivamente perso per la scienza», dichiarava al Daily Mail. Stay tuned.

“Nessie”, Mounted Plesiosaur Skeleton, Estimate $ 600.000-800.000. Courtesy of Sotheby’s

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