Bruno Munari, “Buccia di Eva” 1929-30, tempera su tela, cm 80×205. Firmato in basso a destra. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste
Fanno breccia nel cuore dei collezionisti i capolavori riscoperti de Il Ponte Casa d’Aste. «Ci vogliono coraggio, competenza e capacità di riconoscere quelle opere storiche in grado di provocare reazioni sul mercato», rivelava il Capo Dipartimento Freddy Battino a exibart, alla vigilia dell’asta di arte moderna e contemporanea (qui). Ed ecco il risultato finale: oltre € 5,5 milioni di fatturato, il 92% di lotti venduti, il 155% di rivalutazione dei prezzi base e 3 nuovi record mondiali.
Primo fra tutti, la Buccia di Eva di Bruno Munari, una maestosa Nike futurista adagiata in un paesaggio notturno, geometrico, testimoniato soltanto da uno spicchio di luna. Il viso maschera, la testa reclinata; è passato di mano per € 176.400 il grande dipinto, la stima era di € 60.000-80.000. Ancora, Collina a Imbersago (Paesaggio con gure), un capolavoro museale e materico di Ennio Morlotti, corre veloce a € 201.600. Poi la labirintica Spirale dello scultore Edgardo Mannucci, il totale è di € 18.900.
Non solo. C’è Hans Hartung tra i top lot del catalogo (€ 252.000), insieme al monumentale Bosco dell’Amore di Renato Guttuso che racchiude il ciclo della vita, oltre 4 metri di lunghezza e un’esposizione al Palazzo Reale di Milano alle spalle (€ 100.800). Bene anche per Zone riflesse di Paolo Scheggi (€ 138.600), per la scultura Sole elogio del 3 di Giò Pomodoro (€ 37.800), per il Kupka che polverizza i pronostici dritto al tetto di € 95.000, per il dipinto Black City New York di William Congdon (€ 35.280). Chiude il novembre degli incanti in bellezza, l’ultima performance de Il Ponte Casa d’Aste.
Assenza di code e proteste, ecco il clima che si respira di fronte al Padiglione degli USA. Flop di Alma…
Nella Chiesa di Sant’Antonin, Gabrielle Goliath presenta Elegy, un’opera che intreccia femminicidio, colonialismo e denuncia per la situazione a Gaza…
Dopo il clamoroso passo indietro della giuria internazionale, un fronte compatto di oltre cinquanta artisti e numerosi padiglioni nazionali ha…
Fino al 31 ottobre 2026, gli spazi storici di Palazzo Bragadin diventano il teatro di “Medea. Fragments of Memory”, una…
"Fare cose" è la mostra di Alfredo Pirri che fino al 30 settembre 2026 sarà visitabile all’interno della Fondazione Brodbeck…
Il nostro itinerario alla scoperta del Giappone meno battuto ci porta al Moment Contemporary Art Center di Nara: qui Kana…