Categorie: Mercato

Inizia BRAFA 2025, la wunderkammer dove tutto è in vendita

di - 25 Gennaio 2025

C’è un viavai elegante, giovedì mattina, all’hotel Plaza di Bruxelles. Qualcuno fa il check-out nella hall, due sono membri del vetting, hanno decretato cosa va, cosa non va tra gli stand, e ora il BRAFA – Bruxelles Antiques and Fine Arts Fair può davvero cominciare. Preview fino a sabato 25 gennaio, solo per collezionisti selezionati e addetti ai lavori; poi l’apertura al grande pubblico, dal 26 gennaio al 2 febbraio – come sempre all’Expo, all’ombra dell’Atomium riflettente e del solito cielo scarico invernale. Quindi, s’inizia: settant’anni di Brafa, il neo-presidente Klaas Muller al timone, centotrenta gallerie accorse a festeggiare la fiera (dieci sono italiane), cinquemila anni di storia concentrati tra i booth internazionali, tra opere d’arte, tappeti, gioielli, design. Ci sono anche i fossili, in realtà, in perfetta linea con il trend del mercato – vedi lo Stegosauro di Sotheby’s che la scorsa estate fissava il record a $ 44,6 milioni, ma questa è un’altra storia. A Bruxelles, Stone Gallery presenta una zampa di mammut ritrovata nel mare dell’Olanda (asking price: € 110.000), in bella compagnia con Mutti, un «pregnant Ichthyosaur» di 180 milioni di anni. «Il nostro desiderio», rivela il Dr Rainer Schoch dello Staatliches Museum fur Naturkunde di Stuttgart, in Germania, «è che questi esemplari possano finire in un luogo che offra un futuro sicuro e che permetta agli scienziati di continuare ad analizzare i fossili». Il prezzo? Oltre un milione. A mani basse, tra le superstar dell’edizione 2025 di BRAFA.

DE JONCKHEERE, BRAFA 2025. Abraham Teniers (Antwerp, 1629 1690), Singerir with smokers and drinkers, after David Teniers The Younger

A proposito di numeri importanti: c’è Pieter Brueghel il Giovane da De Jonckheere, la galleria olandese che porta in giro per il mondo i capolavori dell’arte fiamminga – quelli iconici, da museo, non mancano mai le scimmiette in atteggiamenti umanoidi di Teniers e qualche tulipano striato sui toni del rosso, meglio se illuminato da lacrime di rugiada. Stavolta il pezzo forte è l’enorme Avvocato del villaggio, «una scena divertente, caricaturale», spiega a exibart Laura De Jonckheere, «e soprattutto iconica, tra le più conosciute dell’autore, perchè ne esistono tante versioni – più di venti – ma sono quasi tutte di piccolo formato. Questa che proponiamo invece è di grandi dimensioni, è una vera rarità». Un’altra variante dell’opera, nel 2023, andava all’asta da Drouot a Parigi per € 780.000, nel 2012, un analogo The Village Lawyer’s Office passava al vaglio per € 1,6 milioni, mentre da Artcurial, nel 2013, un altro ancora trovava un acquirente per € 1,7 milioni. Al Brafa 2025, a Bruxelles, l’asking price supera € 2 milioni.

A vegliare sui booth, come totem di stoffa e paillettes, le Valchirie dell’artista portoghese Joana Vasconcelos, mentre girano senza sosta cioccolatini di ogni forma colore sapore per i corridoi – dove, se non a Bruxelles. Intanto gli stand si riempiono ordinati di collezionisti, giornalisti, studiosi (non di vendite, non subito perlomeno: le trattative sono più lente per l’arte antica, non è cosa nuova, nessuna corsa famelica né cambi di stand). Si va a caccia di chicche, ma con passo rilassato, per la wunderkammer Brafa. Come il cinerario custodito dalla londinese, ovviamente di origine fiorentina, Dei Bardi: uno scrigno che è testimonianza del Grand Tour di chissà quale rampollo del Settecento, che viaggiava in giro per l’Europa, raccoglieva marmi, pietre, più o meno preziose, incideva il nome della città di provenienza, e poi le inglobava in quell’oggetto unico, quasi un diario tridimensionale. Asking price € 18.000.

DEI BARDI, BRAFA 2025

Spopolano ovunque le sculture africane: vedi quelle di Dalton Somarè, in metallo, nell’Ottocento venivano poste sulle reliquie, sono come gli esemplari che Picasso ha amato, a cui si è ispirato, che Leger ha dipinto, che Giacometti custodiva sulla sua scrivania. Qui, all’edizione numero settanta di BRAFA, sono in dialogo con le silhouettes delle facciate della Cà Brüta, l’edificio manifesto del movimento Novecento progettato da Giovanni Muzio, bisnonno dei galleristi Tomaso e Gerolamo Vigorelli, e riprodotto elegante lungo le pareti dell’intero stand. «Sono oggetti di grande personalità», rivelano a exibart dalla galleria. «Piacciono ai collezionisti di tutto il mondo per la loro estetica, spesso anche a prescindere da un reale interesse per la cultura africana. E stavolta abbiamo voluto creare anche un legame più personale, con una parte di storia di Milano e della nostra famiglia». Sul range di prezzi restano larghi: tra € 50.000 e € 100.000. Da Claes Gallery, gli stessi esemplari risultano venduti già il secondo giorno di preview. Bollino rosso, «vendue», «venduto», «sold».

DALTON SOMARÉ, BRAFA 2025 – Dalton Somaré © Dalton Somaré

Altri highlights sparsi per la fiera: una riproduzione ottocentesca del Partenone da Gallery Desmet, i soliti arazzi straordinari di De Wit, antichi e contemporanei, un autoritratto di Lavinia Fontana da DYS44 Lampronti Gallery (alla prima partecipazione al BRAFA), un immancabile römer di Pieter Claesz da Costermans, qui con bonus fragoline di bosco (passava all’asta da Christie’s l’anno scorso per “appena” € 44.100). Poi un piccolo Picasso del 1908 da oltre € 500.000 da Stern Pissarro Gallery, i gioielli della cremonese Galerie Barbara Bassi, gli old masters dell’italiana (con sede a Londra) Giammarco Cappuzzo Fine Art, un disegno seicentesco ad opera di Jacob Jordaens riscuote un certo consenso da Colnaghi. Alla snocciolata, solo per rendere l’idea. Sempre in tema di chicche: il minuscolo David II Teniers da 17×12 cm da Galerie Lowet De Wotrenge, Two men singing s’intitola, si porta a casa per € 37.500.

Il premio di booth più eclettico del 2025 lo vince Marc Maison, tutto in tema egittomania, con tanto di letto a baldacchino in stile Rhamsesiano, presentato anche all’Esposizione Universale del 1989. Presente all’appello anche il grande design: come lo spettacolare DS 600 De Sede da Robertaebasta, il sofà componibile in cuoio del 1972 di Ueli Berger, in bella compagnia con la lampada Caleidoscopio di Gabriella Crespi (sui € 25.000) e un’imponente libreria modulare degli anni ’50. «È un oggetto importante», spiega a exibart il gallerista Mattia Martinelli, «la soddisfazione per me sta nell’affidarlo a qualcuno capace di apprezzarlo allo stesso modo». C’è tutto, ed è tutto in vendita, tra i corridoi di BRAFA 2025, a Bruxelles. Inizia la fiera.

ROBERTAEBASTA, BRAFA 2025 – Robertaebasta © Olivier Pirard
BRAFA 2025 – DYS44 Lampronti Gallery © Olivier Pirard
GALERIE MARC MAISON, BRAFA 2025 – Galerie Marc Maison © Emmanuel Crooÿ

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