Categorie: Mercato

Parigi, inizia il Salon du Dessin 2024

di - 20 Marzo 2024

Capolavori su carta, edizione numero trentadue. Torna il Salon du Dessin negli spazi eleganti di Palais Brongniart, l’apertura al pubblico è da oggi, 20 marzo, fino a lunedì 25. Ed è il motore della Drawing Week tutta, sotto il cielo primaverile di Parigi, una rete di eventi interamente dedicati alla carta, sempre concatenati, nessun limite di epoca, di stile – e di prezzo, s’intende. Troviamo 39 espositori totali, quest’anno, con 17 le gallerie straniere (provengono da 8 Paesi), 4 nomi neofiti, migliaia di opere sparpagliate negli stand. E anche  un ospite d’eccezione, la Fondation Dubuffet, che in occasione del suo cinquantesimo anniversario cura in fiera una sezione di 55 feuilles – opere d’arte su carta – di Jean Dubuffet. Il filo rosso dell’edizione 2024, uno stand dopo l’altro: il viaggio, in ogni forma e verso qualsiasi meta.

Sguardo alle proposte delle gallerie. C’è un disegno a matita e inchiostro di Paul Gauguin tra gli highlights – «impossibile non pensare a Gauguin, se si parla di viaggi», dicono dalla fiera – a presentarlo è François Delestre Fine Arts. Si tratta di uno dei tanti studi che l’artista realizzò nel 1889, durante la sua permanenza a Pouldu, sul suo amico e allievo, il pittore olandese Meijer de Haan – che avrebbe dovuto accompagnarlo a Tahiti nel 1891, ma la sua salute glielo impedì. Non solo. Preziosa, come sempre, la selezione di Maurizio Nobile Fine Art, di ritorno appena una settimana fa dalle meraviglie di Tefaf Maastricht. Tra i disegni selezionati per il suo stand, anche Telemaco accarezza Amore sull’isola di Calipso di Michele Sangiorgi, una scena tratta dal settimo libro di Les aventures de Télémaque, fils d’Ulysse di François de Salignac de la Mothe Fénelon; e ancora Autoritratto della follia ad opera di Antonio Mancini, la pennellata monocroma, sintetica, larga ed espressiva, che sfocia in un voluto non-finito, e l’attenzione tutta rubata da occhi allucinati, occhi di bragia. «Il Mancini», scrive Guido Guida nel suo La Fiorentina Primaverile, «rinunzia ad ogni lenocinio formale per riportare sulla tela i tumulti dell’anima». Ovviamente su carta, ovviamente in vendita, come tutte le opere del Salon.

Antonio Mancini, Autoritratto della follia. Olio su cartone, cm 48 x 38. Courtesy of Maurizio Nobile Fine Art

Pit-stop consigliato, il paesaggio svizzero di Élisabeth Vigée-Le Brun nel booth della Galerie Terrades – è fresca di record su carta, l’artista francese, questo febbraio Sotheby’s New York vendeva il suo Self-Portrait In Traveling Costume per oltre $ 3 milioni, ben sopra la stima di $ 700.000-1 milione. Un altro pezzo forte: la Galerie Laurentin presenta una tempera su carta del 1938 di Sonia Delaunay, destinata a costituire la copertina di Propos d’atelier di André Salmon. Mentre la Galerie de la Présidence offre una serie di opere eccezionali che illustrano i momenti di gioia di Marcel Gromaire – per il quale «ogni dipinto era prima di tutto un disegno» – con scene di circo, danza e cabaret. Nota non a margine: Françoise Chibret-Plaussu, fondatrice della galerie, ha collaborato con François Gromaire per produrre il catalogo ragionato dei dipinti ad olio dell’artista e sta attualmente lavorando al catalogo ragionato dei suoi acquerelli.

Marcel Gromaire, At the cabaret, 1925. Watercolor on paper, 26 x 49.5 cm. Signed and dated upper left © Galerie de la Présidence

Diversi, al Salon, i nomi italiani, da Cortona Fine Art a Enrico Frascione, fino al già citato Maurizio Nobile Fine Art. O ancora Bottegantica, che porta in scena tra gli altri un bel focus su Giovanni Boldini, come l’opera Femme Assise (corsage blanc), una silhouette vista da dietro, in piedi accanto a un pianoforte, trattata in un delicato “non finito” tipico del suo lavoro. Mentre al booth 27, Laocoon Gallery / W. Apolloni porta Roma a Parigi con Piazza Navona di Afro Basaldella, anno 1936; e Paolo Antonacci seleziona Il Convento di Santa Caterina sul Monte Sinai di William Henry Bartlett, così impregnato della sua abilità nel catturare dettagli architettonici, della sua passione per il paesaggio e dell’interesse per l’interazione con la popolazione locale.

Inizia la fiera. Prossime tappe, Drawing Now e Paris Print Fair.

Giovanni Boldini, Donna seduta (corsage blanc), 1890 circa. Acquerello e matita su carta, 560 x 385 mm. Courtesy of Bottegantica
Giacomo Balla, Progetto arredamento rosa, 1918 circa. Matita nera, tempera e inchiostro su carta, 27 x 22 cm. In basso a destra: FUTURISTA BALLA e il timbro “Pugno di Boccioni”; in alto a matita nera: LAMPADA; sul lato destro, a matita nera: LUCI SOTTO AL COPERCHIO. Courtesy of Bottegantica

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