Aerial shot of Lawh Wa Qalam M.F. Husain Museum (2025). Courtesy of Qatar Foundation
Si sposta in Medio Oriente il sistema dell’arte, sconvolge ridisegna rianima le geografie del mercato internazionale. A pochi mesi dall’annuncio di Art Basel Qatar (la prima edizione si terrà a febbraio 2026), la Qatar Foundation lancia un nuovissimo museo: si chiamerà Lawh Wa Qalam: M. F. Husain Museum, inaugurerà il 28 novembre 2025 e sarà interamente dedicato all’arte di Maqbool Fida Husain, dagli anni ’50 alla morte, nel 2011. Un’operazione muscolare, con una superficie di oltre 3000 mq e una collezione permanente senza limiti tra dipinti, film, arazzi, fotografie, poesie e installazioni. E c’è di più: il progetto stesso del museo prende le mosse da uno schizzo di Husain. Un’opera d’arte che diventa realtà.
«Maqbool Fida Husain», spiega Kholoud M. Al-Ali, Executive Director of Community Engagement and Programming, Qatar Foundation, «è stato uno dei modernisti più leggendari al mondo, un artista la cui visione è emersa e ha trovato risonanza in diverse culture, anche qui in Qatar, dove ha vissuto e lavorato per tutta la sua vita. È un onore presentare il suo lavoro in un museo dedicato di questa portata, uno spazio in cui il pubblico possa immergersi profondamente nella sua vita, nella sua arte e nella sua duratura eredità globale».
Maqbool Fida Husain, noto come M. F. Husain, nasceva oltre un secolo fa in India – il 17 settembre 1915 secondo la tradizione, anche se alcuni documenti suggeriscono il 29 novembre 1913. Quello che è certo è che – intimamente legato al suo contesto culturale – fu sempre in grado di attingere al ricco intreccio di religione, storia e realtà sociali di cui fu testimone. Fu anche Membro fondatore del Progressive Artists Group, nel 1947, e ricoprì un ruolo di primo piano nel rivoluzionare l’arte in India. Così, negli anni, prese le distanze dalla pittura accademica, dalla nostalgia miniaturista, e scelse di spaziare dalla pittura a olio all’acquerello, dalla litografia alla serigrafia, passando per scultura, architettura e installazioni; e fu anche regista, poeta, scrisse in urdu, hindi e inglese. Lo chiamavano “Il Picasso indiano”: non smise mai di sperimentare.
Le opere di Husain sono state presentate, tra le altre, alla Biennale di Venezia (1952), alla Biennale di Tokyo (1960), alla Biennale di San Paolo (1971), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Mumbai(1991), al Museo d’Arte Islamica di Doha (2008), al Victoria and Albert Museum di Londra (2014) e al Mathaf, Museo Arabo d’Arte Moderna, a Doha (2019). L’annuncio della Qatar Foundation, organizzazione senza scopo di lucro che da 30 anni sostiene lo sviluppo del territorio attraverso istruzione, scienza e ricerca, è il nuovo tassello. E un’aggiunta importante al panorama culturale, in fermento – anzi, in impennata, vedi la nuova sede di Christie’s a Riyadh e le aste di Sotheby’s ad Abu Dhabi – del Middle East.
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