Sembra proprio non esserci pace per la Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma: la recentissima nomina di Daniela Porro a direttrice, da parte del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, è stata infatti congelata dai giudici, a seguito di alcuni rilievi effettuati dalla Corte dei Conti che prefigurerebbero l’ipotesi di un danno erariale.
Ad agosto, infatti, l’allora ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, nominò Porro come direttrice ad interim della Soprintendenza Speciale, onde sostituire nell’incarico Francesco Prosperetti, in seguito al suo rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo Stadio della Capitale. In realtà, Prosperetti risulta assente per malattia e non ha rassegnato le dimissioni, per questo è ancora tutta da chiarire la questione sulla legittimità dell’erogazione del doppio stipendio: quello del soprintendente in congedo, appunto, e l’ingaggio della sostituta. A levare gli scudi, il Movimento 5 Stelle, che pure, evidentemente, aveva appoggiato Porro durante la precedente legislazione di Bonisoli.
«Lascia stupefatti la scelta del ministro per i Beni e le Attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, che ha nominato Daniela Porro a capo della Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma. Non possiamo non rilevare che questa nomina appare inopportuna poiché arriva dopo i rilievi formulati dalla Corte dei Conti sull’incarico ad interim alla stessa Daniela Porro, stavolta scelta attraverso una selezione interna, il cosiddetto interpello. Roma merita un o una responsabile con acclarate competenze pluriennali e profonda conoscenza della legislazione in materia, la cui nomina non può scontare alcuna ombra. I fatti ci dicono che purtroppo questa nomina non ne è esente. Alla luce di tutto ciò chiederemo al ministro Franceschini quale sia la spiegazione e motivazione della nomina», hanno scritto in una nota le senatrici e i senatori del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura.
Di certo, il mandato di Franceschini non è iniziato sotto i migliori auspici. Ieri, infatti, il TAR del Veneto ha sospeso l’accordo di prestito dell’Uomo Vitruviano, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia al Louvre, in occasione della grande mostra in apertura il 24 ottobre e dedicata a Leonardo da Vinci. L’accordo fu ratificato dallo stesso Franceschini e dal suo omologo francese, Frank Riester.
*Successivamente è arrivata la smentita da parte della Soprintendenza. Qui l’articolo.
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