08 ottobre 2019

L’Uomo Vitruviano rimarrà in Italia: il Tar sospende il prestito al Louvre

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Il TAR del Veneto sospende il prestito dell'opera di Leonardo al Louvre, in attesa della discussione in camera di consiglio

A mettere la parola fine – forse – alla querelle del prestito dell’Uomo Vitruviano al Louvre, in occasione della mostra su Leonardo in apertura il 24 ottobre,  è stato il TAR del Veneto, che si è espresso oggi, contravvenendo alla decisione presa dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. La decisione è stata preso in seguito al ricorso presentato da Italia Nostra e la discussione in camera di consiglio che darà il parere definitivo è stata fissata al 16 ottobre.

A seguito di un movimento di protesta, con tanto di flashmob, Italia Nostra aveva depositato il ricorso al Tar Veneto perché venisse «immediatamente sospesa l’uscita dal territorio nazionale», conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. L’associazione ravvisava la violazione dell’art. 66, comma 2, lett. b), del D.Lgs. n. 42/2004 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che stabilisce che «non possono uscire dal territorio della Repubblica i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica».

«Da una prima lettura delle anticipazioni stampa, risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del principio dell’ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall’altro nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre», ha dichiarato l’ufficio legislativo del Mibact.

In mattinata, durante l’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero alle commissioni Cultura riunite di Camera e Senato, Franceschini aveva sottolineato che sui prestiti di opere d’arte è da tenere in principale considerazione «la valutazione scientifica che dice se un’opera è trasportabile o non è trasportabile. E così ho fatto per l’Uomo Vitruviano, su cui c’è stato un parere positivo».

Con tale provvedimento, oltre al prestito dell’Uomo Vitruviano al Louvre, il TAR sospende anche il memorandum d’intesa siglato a Parigi tra il ministero dei Beni culturali e il suo omologo francese, Frank Riester, che prevedeva uno scambio tra le opere di Leonardo, dall’Italia, e di Raffaello, dalla Francia, per una mostra alle Scuderie del Quirinale, prevista per marzo 2020. Un accordo che Franceschini aveva stretto già durante il primo mandato ma che Alberto Bonisoli aveva di fatto congelato, bloccando i prestiti. La decisione di concedere le opere era stata salutata positivamente dalla stampa internazionale ma, adesso, le carte sul tavolo sono state nuovamente sparigliate.

«L’accordo firmato a Parigi è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibac. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell’accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. Una semplice lettura dei documenti dimostra facilmente tutto ciò e all’udienza del 16 ottobre tutto questo emergerà con assoluta chiarezza e trasparenza», ha concluso la nota del ministero.

«Abbiamo appreso la notizia ma al momento non c’è nessun commento. È una decisione che spetta all’Italia», è la dichiarazione secca del Louvre, riportata dall’Ansa.

 

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