Gennaro Sangiuliano nominato nuovo Ministro della Cultura: ecco chi è

di - 21 Ottobre 2022

Una lunga esperienza nel campo dell’informazione e del giornalismo, oltre che il suo endorsement a Fratelli d’Italia, cinque mesi fa, alla Conferenza programmatica del partito, è valsa a Gennaro Sangiuliano la nomina – non proprio a sorpresa – a Ministro della Cultura del governo di Giorgia Meloni. La neoeletta Presidente è salita al Quirinale nel pomeriggio e, dopo aver ricevuto l’incarico ufficialmente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono stati finalmente diramati i nomi dei reggenti dei vari dicasteri. Il giuramento del governo avverrà sabato, 22 ottobre, alle ore 10. All’alleato terribile Matteo Salvini uno dei Ministeri chiave, anche in funzione PNRR, quello delle Infrastrutture e l’incarico di vicepresidente. Matteo Piantedosi agli Interni, Tajani agli Esteri, Giancarlo Giorgetti all’Economia, Carlo Nordio alla Giustizia, Crosetto per la Difesa e Schillaci alla Salute, gli altri incarichi di rilievo.

Gennaro Sangiuliano, il curriculum del nuovo Ministro Della Cultura

Nato a Napoli nel 1962 e dal 2018 direttore del TG2 – la sua nomina fu duramente criticata da Roberto Saviano, si finì con le querele – Gennaro Sangiuliano prenderà dunque il posto di ministro occupato da Dario Franceschini che, a parte la parentesi Bonisoli, ha retto l’incarico dal 2014, orientando in maniera decisiva il nuovo corso del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, poi solo dei Beni Culturali, quindi della Cultura (il Turismo è andato a Daniela Santanchè). Si deve infatti proprio a Franceschini una delle riforme più consistenti dell’intera architettura ministeriale e delle sue diramazioni sul territorio, con l’istituzione, tra l’altro, degli Istituti e dei Poli Museali Autonomi, incentivando una commistione tra pubblico e privato che, almeno a interpretare il cursus honorum di Sangiuliano, dovrebbe proseguire su una scia non troppo distante.

Direttore del quotidiano Il Roma dal 1996 al 2001, vicedirettore di Libero e del TG1 dal 2009 al 2018, Sangiuliano può vantare un curriculum di tutto rispetto nella destra: già da giovanissimo prese parte al Fronte della Gioventù, l’organizzazione appartenente all’area della destra radicale. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito un master in Diritto privato europeo presso l’Università La Sapienza di Roma e un dottorato di ricerca in Diritto ed Economia presso la Federico II.

È docente di Diritto dell’informazione presso l’Università Lumsa e di Economia degli intermediari finanziari alla Sapienza. Inoltre, dal 2016 è titolare del corso di Storia dell’economia e dell’impresa alla Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli di Roma e dal 2015 ricopre la carica di direttore della scuola di Giornalismo dell’Università degli Studi di Salerno. È docente del Master in Giornalismo e Comunicazione della Università telematica “Pegaso”.

Ha scritto anche per L’Espresso e per le pagine culturali de Il Sole24Ore, oltre che per Il Foglio e per Il Giornale. Autore di numerosi saggi, nel 2006 Sangiuliano ha pubblicato, con Dario E. M. Consoli, il manuale giuridico-economico universitario “Teoria e tecniche dei new media”. È autore della voce “Economia della comunicazione” nell’opera XXI Secolo della Treccani. Nel 2012 per Mondadori ha pubblicato il saggio storico “Scacco allo zar: 1908-1910: Lenin a Capri, genesi della rivoluzione”, incentrato sui due soggiorni del futuro leader sovietico sull’isola della Campania. Sempre per Mondadori ha pubblicato una serie di saggi storici, tra i quali su Vladimir Putin, Hillary Clinton, Donald Trump e Xi Jinping, definito «Il nuovo Mao».

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