Nell’arte contemporanea la provocazione è sempre stata una delle caratteristiche predominanti e fondamentali: dalle storiche avanguardie novecentesche sino ai nostri giorni lo sfregio, il voler stupire, la sfida hanno rappresentato molto spesso, l’essenza stessa dell’arte. Tutto può e deve divenire arte e, viceversa, l’arte deve abbracciare ogni tipo di materiale ed ogni oggetto. Dai Dada sino alla Pop Art, una delle parole d’ordine delle poetiche figurative è stata proprio la massificazione dell’opera e persino la sua mistificazione.
L’installazione Short Cut, opera di Michael Elmgreen e Ingar Dragset, presentata dalla Fondazione Trussardi e sistemata nell’Ottagono della Galleria Vittorio
E’ davvero un’opera da vedere attentamente, senza pregiudizi di sorta, che forse farà sorridere o indignare, ma che sicuramente non lascerà indifferenti e, tutto sommato ciò è, fondamentalmente, uno degli scopi dell’arte contemporanea in generale e della Fondazione Trussardi in generale. Con questa operazione, infatti, l’istituzione diretta da Massimiliano Gioni inzia ad intraprendere un rapporto borderline con la città di Milano. Un amore odio.
luca scalco
È ufficiale la nomina di Vincenzo Trione alla presidenza della Triennale Milano: lo storico dell’arte e docente universitario succede a…
Un piccolo inferno anonimo, popolato di demoni e creature fantastiche, ha mandato in cortocircuito le previsioni degli esperti. Infiammando i…
Fino al 15 settembre prende forma una mostra esperienziale concepita come ambiente immersivo, in cui la natura si manifesta nella…
Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: un nuovo volume ricostruisce opere e percorsi delle registe attive in Italia…
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…
Visualizza commenti
audace e coraggiosa.. io diri banale e pubblicitaria... ecco perchè l'arte è sempre più inutile... la pubblicità sa fare di meglio...
E la chiamano opera d'arte?
E' una merda pazzesca!!!!!
MA come si fa?
certa gente dovrebbe vergognarsi
Concordo con i commenti precedenti, se questa è arte allora i nuovi spazi espositivi potrebbero diventare gli sfasciacarrozze. La fondazione Trussardi e Gioni forse non hano più idee per credere in certi progetti.
ammetto di aver mandato il messaggio precedente senza prima leggere la recensione, altrimenti a Luca Scalco una parola la avrei detta...rimedio ora...COMPLIMENTI!!!Farai carriera sicuramente se continuerai a scrivere con tanta piaggeria...un nuovo Alessandro Riva...
una specie di Catellan di serie B, come il cucciolo Gioni e chi se lo beve...
a me piace molto
anzi la trovo fantastica