Prati sterminati, abeti e larici, antiche case dal tetto in pietra e, tutt’intorno, la cornice del Sciora, del Badile e del Cengalo, alcune delle più affascinanti cime delle Alpi centrali. Ecco la Val Bregaglia, l’ampia lingua di terra che corre dalla Val Chiavenna fino al passo del Maloja, nel cantone svizzero dei Grigioni.
In questa luminosa valle, amata da Rilke e dai viaggiatori cittadini del mondo degli inizi del secolo scorso, prese avvio una delle più affascinanti vicende della storia dell’arte del Novecento, quella della famiglia Giacometti, la stirpe del famoso scultore Alberto. Ai Giacometti e alla loro terra d’origine è dedicata la grande mostra in corso alla Fondazione Mazzotta, la prima dedicata all’intero “panorama” di questo gruppo familiare, di cui fanno parte anche amici come Max Ernst, Cuno Amiet e Ferdinand Hodler, presentati nell’esposizione attraverso alcune delle loro opere più significative.
Giovanni Giacometti nacque a Stampa il 7 marzo 1868, fu un ottimo pittore, dapprima divisionista e poi fauvista ed espressionista. Lasciò la terra grigionese all’età di 20 anni, per recarsi con l’amico Cuno Amiet a Parigi, a vivere il frizzante clima della ville Lumière . Al ritorno a Stampa si ritrovò a dividere le giornate e la ricerca di soggetti da immortalare con il maestro Giovanni Segantini, che viveva in uno chalet nel vicino paese di Maloja. Della loro amicizia e del loro sodalizio artistico resta un ricordo toccante: il ritratto di Segantini sul letto di morte, dipinto da Giovanni Giacometti il giorno successivo alla morte dell’artista su una delle alture engadinesi. Il quadro, conservato al Museo Segantini di Saint Moritz è una delle opere più significative esposte in mostra.
Sempre a Stampa nacquero i figli di Giovanni: nel 1901 Alberto, nell’anno successivo Diego, che divenne un eccellente designer ed artista del ferro battuto, e nel 1907 Bruno, architetto famoso soprattutto in Svizzera. A Stampa vide la luce, nel 1877, anche un lontano cugino dei Giacometti, Augusto, astrattista ante litteram che nel pieno della temperie dadaista del Cabaret Voltaire di Zurigo inventò i primi quadri cinetici.
Fino al 14 maggio.
I Giacometti. La valle, il mondo. Milano, Fondazione Mazzotta, Foro Bonaparte 50 Tel.02/878197 Orario: 10-19.30, martedì e giovedì 10-22.30. Chiuso lunedì e domenica 23 aprile. Catalogo Mazzotta.
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