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Dal 21 marzo 2000 al 30 giugno 2000 | Codex. Mille anni di codici manoscritti della Biblioteca Ambrosiana | Milano: Biblioteca Ambrosiana

di - 20 Gennaio 2000

Quando due anni fa si riaprì l’Ambrosiana dopo i lunghissimi lavori di restauro l’attenzione si concentrò sulla Pinacoteca.
A dispetto dei magnifici capolavori conservati nel celebre Museo, è proprio la Biblioteca a rappresentare il vero tesoro dell’istituzione fondata dal cardinale Federico Borromeo nel 1609.
Uomo di grande ingegno e di vastissima cultura Federico volle l’Ambrosiana come biblioteca “pubblica” nel senso moderno del termine e per arricchirla di testi di ogni genere inviò uomini tra i più colti del tempo a fare incetta di manoscritti in Europa e nel lontano Oriente. Concepita come una biblioteca universale, che spaziava su tutte le discipline, l’Ambrosiana ha continuato a svolgere nel corso dei secoli il ruolo che il suo celebre fondatore le aveva attribuito: non soltanto custodisce manoscritti e libri preziosi, ma ne permette un’immediata fruizione, promuovendo così la conoscenza del suo patrimonio.
A questo compito assolve la mostra attualmente allestita nelle sale della Biblioteca: una novantina di codici in gran parte adorni di preziosissime miniature mostrano al pubblico parte del grande tesoro nascosto dell’Ambrosiana: appartengono infatti a quello che viene chiamato il Sancta Sanctorum della biblioteca, al quale si accede solo su autorizzazione del Prefetto e solo in occasione di una nuova edizione critica.
I codici sono esposti in teche e divisi per provenienza e contenuti: il primo posto è occupato dall’Oriente con magnifiche Bibbie in lingua ebraica e con curiosi testi in lingua araba e persiana.
L’Oriente cristiano è testimoniato dalla cultura bizantina con i suoi evangeliarii, ma anche con le opere dei grandi Padri della Chiesa come il manoscritto in greco del IX secolo con le Omelie di Gregorio Nazianzo e la Liturgia di Giovanni Crisostomo miniata nel XV secolo da artisti di scuola veneto-lombarda.
La cultura della Grecia antica è presente con una ricca raccolta di stupendi manoscritti: sono esposti codici rinascimentali con le opere di Esiodo, i Dialoghi di Platone, la Politica di Aristotele ed il famoso Dioscoride, testo di medicina e botanica riccamente illustrato.
Tra queste opere sono eccezionalmente esposti due frammenti della famosa Ilias Picta, il più antico manoscritto miniato giunto sino a noi. Si tratta di una trascrizione dell’Iliade realizzata ad Alessandria d’Egitto nel V secolo di cui sono conservati all’Ambrosiana 51 frammenti pergamenacei con 58 vivacissime scene del poema omerico. Le ragioni della frammentarietà dell’opera sono legate ad un curioso episodio: prima di essere acquistato dal cardinal Federico il manoscritto fu imbarcato su una nave insieme a tutta la ricca biblioteca del nobile Gian Vincenzo Pinelli. Mentre navigava verso Napoli il vascello fu attaccato dai pirati che, aprendo le casse e non trovandovi oro, buttarono a mare gran parte dei codici salvandone solo alcuni di cui i frammenti sono parte.
La classicità dell’Occidente comprende naturalmente anche la cultura latina: dal codice purpureo con i celebri diari di guerra di Giulio Cesare ai ricchissimi manoscritti miniati nel XV secolo con le Notti Attiche di Aulo Gellio e le Tragedie di Seneca.
Dalla classicità latina si entra nell’orizzonte medievale e rinascimentale dove i testi diventano numerosi coprendo argomenti di scienza, musica, storia, diritto, teologia e letteratura.
In questa sezione una posizione di prestigio è occupata dallo straordinario De Divina Proportione di Luca Pacioli con tavole attribuite a Leonardo da Vinci raffiguranti perfetti solidi geometrici.
Un ruolo di spicco hanno anche i preziosi testi liturgici: tra essi si segnalano il Commento alla Bibbia di Nicolò di Lira e il preziosissimo Libro d’Ore Borromeo, confezionato per un matrimonio della nobile famiglia milanese da Cristoforo de Predis, fratello del ben più noto pittore Giovan Ambrogio, allievo di Leonardo.
Nella sala del Luini sono visibili alcuni scritti autografi di eccezionale valore: sono esposti testi di Savonarola, Tommaso d’Aquino, Torquato Tasso, una missiva di Lucrezia Borgia a Pietro Bembo, una lettera di Galileo al Cardinal Federico ed un breve autografo di Michelangelo.
Di grandissima importanza artistica e filologica è il cosiddetto “Virgilio del Petrarca”, commissionato dal padre del poeta per una elevatissima somma di denari. Lo splendido volume fu postillato dallo stesso Petrarca ed è aperto sulla sua pagina più celebre con una miniatura a piena pagina di Simone Martini e l’annotazione della morte dell’amata Laura.
Chiudono l’esposizione alcuni mirabili portolani, di grosse e piccole dimensioni, che offrono la possibilità di abbracciare con le loro mappe il nostro pianeta così come era immaginato nei secoli passati.
Interessante è pure il laboratorio didattico allestito nella sala delle Accademie: sono qui esposti i materiali, gli attrezzi e le tecniche di cui si servivano gli antichi amanuensi e miniatori. Un video permette inoltre di vedere alcune altre pagine dei codici aperti in mostra su al massimo due facciate.



Fino al 30 giugno
Codex. Mille anni di codici manoscritti della Biblioteca Ambrosiana
Milano, Biblioteca Ambrosiana, Piazza San Sepolcro
tel.02.39.22.61
Orario: 10,00-17,00. Venerdì e Domenica 10,00-22,00. Chiuso il lunedì

Ingresso: intero L.12.000 – ridotto L. 6000
Ingresso Mostra e Pinacoteca Ambrosiana: intero 18.000 – ridotto 12.000
Catalogo Rizzoli L.48.000


Micol Fontana

[exibart]

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