La selezione delle opere è stata particolarmente severa e permette così di mostrare lavori significativi dei vari periodi, alcuni appartenenti alla raccolta storica della Galleria Blu, altri provenienti da collezioni prestigiose come quelle di Paul Eluard (Le verre, 1923), di Felix Valloton (Trois figures, 1950), di Lise Dehar (Chouette, 1924).
Le 25 opere esposte documentano, al di là dei vari momenti della ricerca di Ernst, che affonda le radici e la logica operativa nell’esperienza dada e in un surrealismo del tutto personale, le varie tecniche utilizzate, ciascuna delle quali tipica di un’epoca e di una “immagine”:con gli oli (dove a volte l’olio è commisto a sabbie e ad altro) sono rappresentati i collage e i frottage, tecniche che Ernst ha sfruttato ampiamente, legando, dentro le sue composizioni, immagini e forme contrastanti.
La mostra dedicata a Max Ernst concluderà la stagione espositiva 1999/2000 della Galleria Blu, che si era aperta con una rassegna dell’opera di Luigi Veronesi ed ha avuto il suo clou nella mostra dedicata alla scultura dal titolo: “La scultura, Lingua Morta?” che resta aperta al pubblico fino al 28 marzo.
Max Ernst (Brühl, Colonia 1891 – Parigi 1976) vive dapprima il clima espressionista, esponendo nel 1911 a Berlino con gli espressionisti renani. Nel 1919 fonda il gruppo Dada di Colonia e vive un’esperienza intensa che lo avvia sulla strada del surrealismo, successiva al suo trasferimento a Parigi nel 1922. In questi anni sviluppa e applica la tecnica del frottage, che accompagna al collage già sperimentato negli anni precedenti e alla pittura. Nel 1937 la sua arte è dichiarata “degenerata” e nel 1941 Ernst si trasferisce a New York, diventando poi cittadino americano (1948). Nel 1953 ritorna a Parigi dove vivrà per il resto della vita, acquisendo (1958) anche la cittadinanza francese. Nel dopoguerra la sua ricerca si amplia in modo naturale verso la scultura
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LE BASI SONO :CHI,DOVE,QUANDO E PERCHE'...
Quindi, tutto ottimo ed interessante,ma spiacerebbe scendere alla bassa cronaca ed indicare ORARI e COSTI delle mostre, anche perchè spesso segreterie ed e-mail delle gallerie non rispondono o non danno queste "basse" informazioni(nella fattispecie la Galleria Blu di Milano per la mostra di Max Ernst)
Grazie
Luca Robba